Lo stallo politico preoccupa Bruxelles: "Rischi per la crescita, auspichiamo che l'Italia rispetti regole"

Secondo le previsioni di primavera della Commissione europea, il Pil del nostro paese per il 2018 aumenterà del 1,5%, lo stesso balzo stimato prima delle ultime elezioni. Rispetto all'autunno scorso, migliorano le stime sul debito pubblico. Ma ci sono timori per la situazione del governo

Ci si muove sempre dentro spazi limitati e la crescita è tra le più basse d'Europa. Secondo le previsioni di primavera della Commissione europea, infatti, la crescita del Pil per il nostro paese sarà del 1,5% nel 2018 e del 1,2% nel 2019, le stesse cifre contenute nelle precedenti previsioni di Bruxelles, quelle del febbraio scorso. Come dire: per il momento, le elezioni non hanno inciso sullo stato di salute economica del Belpaese. Ma la stessa Commissione avverte: "L'incertezza politica mette a rischio la crescita".

Il debito pubblico

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, un segnale positivo arriva dalle stime sul debito pubblico, che, attenzione, resta sempre elevato e si riduce di poco. Ma si riduce, e più di quanto previsto in precedenza: dovrebbe pesare per il 130,7% del Pil nel 2018 e (contro il 131,8 dello scorso anno) e per il 129,7% nel 2019.

"Rischi da incertezza politica"

Anche il deficit dovrebbe calare fino al 1,7% nel 2018.Il tutto, sottolinea Bruxelles, in attesa di capire gli sviluppi politici: "I rischi per la crescita economica in Italia sono aumentati: l'incertezza politica è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere effetti sulla fiducia nell'economia e sui premi di rischio" (cioè sugli spread dei titoli pubblici rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi). 

Il monito di Moscovici

Dati a parte, quello che pesa in queste previsioni è la situazione politica del paese: "Auspico che Italia resti al centro Eurozona rispettando le regole che ci siamo dati", ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. Bruxelles attende di sapere cosa farà, se ci sarà, il nuovo governo, in particolare per quanto riguarda il prossimo bilancio. Stando all'ultimo Def, segnala Moscovici, gli "sforzi strutturali sul deficit" dell'Italia per il 2018 sono "pari a zero", il che vuol dire che non ci sono passi avanti sul fronte del contenimento delle spese, necessarie, secondo Bruxelles, per rispettare il cammino di riduzione del debito pubblico. La discussione su eventuali misure è stata rinviata al prossimo 23 maggio: "Noi effettivamente pensiamo che per il 2018 sia prevista la stabilità - ha detto Moscovici - gli sforzi strutturali sono pari a zero, questo emerge dalle nostre stime e possiamo anche trarne delle conclusioni in termini di sorveglianza di bilancio. Ma questo non è un argomento rilevante oggi - ha aggiunto - ne parleremo nell'ambito del pacchetto primaverile il 23 maggio".

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Viotti (Pd) critica il commissario

Le parole di Moscovici non sono andate giù a Daniele Viotti, deputato del Pd al Parlamento europeo: "Il commissario Ue agli Affari economici dimostra oggi poco rispetto per il governo attuale che ha invece fatto moltissimo in termini di sforzi strutturali. Questo atteggiamento non ha aiutato e non aiuta l'incerta situazione politica che stiamo vivendo. Discuteremo nel merito il 23 maggio quando potremo visionare i dettagli. Credo che Moscovici oggi dovrebbe occuparsi del bilancio europeo che manca completamente di prospettiva e non di fomentare le posizioni populiste".

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