Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

Recovery, perché Spagna e Grecia potrebbero avere i fondi prima dell'Italia

In pole anche Francia e Portogallo: tutti e quattro dovrebbero essere i primi a presentare i loro piani nazionali a Bruxelles, attesi già per la prossima settimana. E anche i primi a ottenere i finanziamenti disponibili. Il ritardo del nostro Paese potrebbe costare caro

Chi prima arriva, meglio alloggia. Il vecchio adagio potrebbe descrivere bene quanto sta succedendo a Bruxelles con il Recovery fund. Quattro Stati membri dell'Ue, Portogallo, Francia, Spagna e Grecia, sono più avanti rispetto agli altri nella redazione dei rispettivi piani nazionali, necessari per accedere alle risorse del fondo anticrisi dell'Ue. "Ci aspettiamo che siano i primi a presentarli, prima di fine aprile", forse già "la settimana prossima", hanno fatto sapere fonti europee. E di conseguenza, dovrebbero essere anche i primi a ricevere le risorse entro l'estate. Per l'Italia e gli altri, invece, bene che vada, i primi finanziamenti potrebbero slittare a settembre.

Le casse da riempire

Il motivo è che nella casse della Commissione europea non vi sono risorse a sufficienza per coprire la prima tranche di fondi per tutti gli Stati membri, tranche che dovrebbe ammontare al 13% di quelli complessivamente stanziati. Come spiegato ieri da EuropaToday, tali fondi derivano dalle obbligazioni emesse da Bruxelles. Si tratta in sostanza di bond europei, ossia di somme che Bruxelles prenderà in prestito dai mercati finanziari e che gli Stati Ue ripagheranno entro il 2058. Il problema è che raccogliere tali risorse comporta dei tempi: il ritmo previsto, è di 15-20 miliardi al mese. E la raccolta non è ancora iniziata dato che serve l'ok di tutti gli Stati membri sulle cosiddette "risorse proprie". Ok che, bene che vada, dovrebbe arrivare a maggio.

Il rischio ingorgo

Da qui, il rischio probabile di un ingorgo, con Bruxelles che dovrà centellinare i primi assegni. Dando priorità per l'appunto a chi ha avuto per primo il disco verde della Commissione al proprio Recovery plan nazionale. Non è un caso che i governi del Sud Europa, quelli che riceveranno la fetta più importante del fondo anticrisi e di conseguenza gli anticipi più cospicui, abbiano accelerato nella redazione dei loro piani. Lo hanno fatto Spagna, Francia, Portogallo e Grecia, che già la prossima settimana potrebbero raggiungere il traguardo. Mentre l'Italia, stando a quanto emerge a Bruxelles, è in ritardo rispetto al gruppo degli Stati del Sud. Il governo di Mario Draghi ha assicurato che il piano italiano arriverà entro aprile, come previsto dalla deadline fissata dalla Commissione. Ma pochi giorni di ritardo (o meglio, la presentazione in anticipo dei piani da parte di Francia, Spagna, Grecia e Portogallo) potrebbero costare caro. 

Chi primo arriva...

Perché se è vero che, secondo il regolamento attuativo del Recovery, la prima tranche andrebbe erogata entro due mesi dall’approvazione di ciascun piano nazionale di ripresa (quindi entro giugno), è anche vero che, come spiegavamo, per onorare tale impegno serve avere le casse adeguatamente piene. E la Commissione molto probabilmente non le avrà prima dell'estate. E così, i primi arrivati potrebbero svuotare le tasche di Bruxelles e far partire investimenti e progetti per le loro economie già a luglio. Gli altri invece potrebbero dover aspettare settembre, se non ancora dopo.

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