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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Lavoro / Stati Uniti d'America

Scioperano per avere salari più alti, Kellogg's licenzia 1.400 operai

La decisone è giunta dopo mesi di tensioni tra l'azienda, i sindacati e i lavoratori. I dipendenti lamentano orari di lavoro massacranti e stipendi inadeguati

La Kellogg's, dopo mesi di aspro disaccordo con i dipendenti e il sindacato, sta licenziando 1400 operai, in sciopero da ottobre. I dipendenti chiedono salari più alti e orari meno massacranti: attualmente lavorano 16 ore al giorno, sette giorni su sette.

Le loro condizioni di lavoro sono pessime, spiega Trevor Bidelman, presidente della sezione locale del sindacato e dipendente di quarta generazione dello stabilimento Kellogg's: "Non abbiamo fine settimana, davvero. Lavoriamo sette giorni a settimana, a volte da 100 a 130 giorni di fila. Per 28 giorni le macchine funzionano, poi tre giorni di riposo per la pulizia. Trattando meglio i loro macchinari".

L'azienda, per tentare di rispondere alle loro richieste, ha proposto loro un nuovo accordo che prevedeva un aumento del 3 per cento e il mantenimento degli attuali benefici sanitari, ma i dipendenti, ritenendolo insufficiente, hanno deciso di rifiutare. Dal loro punto di vista i lavoratori meritano aumenti molto più importanti dato che lavorano oltre 80 ore a settimana e durante la pandemia hanno mantenuto gli impianti in funzione.

Ma, dato il loro rifiuto, Kellogg's ha deciso di licenziarli. "Anche se certamente non è il risultato che avevamo sperato, dobbiamo prendere le misure necessarie per garantire la continuità del business", ha detto Chris Hood, presidente di Kellogg Nord America. "Abbiamo l'obbligo verso i nostri clienti e consumatori di continuare a fornire i cereali che conoscono e amano".

L'uomo ha poi spiegato che adesso inizieranno ad assumere rimpiazzi permanenti per i manifestanti e che durante lo sciopero si sono dovuti affidare a lavoratori esterni per mantenere gli impianti in funzione. I dipendenti sono in sciopero dal 5 ottobre negli impianti in Michigan, Nebraska, Pennsylvania e Tennessee e stanno protestando anche contro i tagli di posti di lavoro pianificati, contro la delocalizzazione e contro una proposta che vuole dare ai nuovi operai meno paga e meno benefici, spiega il Guardian.

Anthony Shelton, presidente del sindacato Internazionale dei Lavoratori di Panetteria, Pasticceria, Tabacco e Mugnai ha dichiarato che, data la volontà dei dipendenti lo sciopero continuerà e che come sindacato continueranno a " fornire pieno sostegno ai nostri membri della Kellogg's in sciopero". Todd Vachon, professore della Rutgers University , esperto di relazioni sindacali, ha detto di non essere sicuro che l'azienda sarà in grado di assumere abbastanza lavoratori per sostituire quelli che sono fuori in sciopero e che Kellogg's potrebbe avere difficoltà a trovare persone disposte a prendere il posto di lavoro di operai in sciopero. "Votando 'no', i lavoratori stanno facendo una forte dichiarazione che non sono soddisfatti dell'accordo, ma stanno anche segnalando che credono di avere la leva necessaria per ottenere di più", ha detto Vachon.

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