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Venerdì, 27 Maggio 2022
Lo sciopero / Belgio

La ribellione di hostess e steward ferma per 3 giorni i voli di Ryanair in Belgio

Sciopero degli assistenti di volo per denunciare il deterioramento delle condizioni di lavoro: "Contributi non versati, pressioni per vendere e niente acqua a bordo"

Ryanair è di nuovo al centro delle polemiche. Gli assistenti di volo che lavorano nelle basi belghe di Charleroi e Bruxelles hanno indetto uno sciopero, che durerà fino a domenica, per denunciare il deterioramento delle condizioni di lavoro e le prestazioni non retribuite. Tra le richieste un contratto collettivo di lavoro con un salario fisso, indipendentemente dal numero di voli effettuati e dagli articoli venduti durante il volo.

Secondo le testimonianze raccolte da LeSoir, Ryanair non rispetterebbe i diritti dei lavoratori. Yohan (nome di fantasia), stewart della compagnia irlandese, ha raccontato che ogni mese i lavoratori sarebbero costretti a controllare gli errori nelle buste paga: “Quando non è un errore di stipendio, è un errore nel numero di buoni pasto o nel costo del trasporto tra la nostra casa e il posto di lavoro”, spiega il lavoratore. Spesso “sulle buste paga, i contributi di sicurezza sociale non appaiono. Quindi non sappiamo se Ryanair li ha pagati o no. Alcuni mesi sì, altri no. Accade spesso che Ryanair dimentichi di compilare i moduli per l'assistenza sanitaria, o li compili in modo errato, bloccando così il pagamento delle mutue, a causa di una scarsa conoscenza della legge sociale belga in caso di malattia di lunga durata”.

Secondo l’impiegato parte del problema è legato al fatto che “le risorse umane hanno sede a Dublino e non hanno alcuna conoscenza del sistema belga”. Un'altra lamentela è la molestia da parte della direzione per spingere la vendita di cibo o merci durante i voli. "Quando non raggiungiamo il nostro obiettivo, riceviamo una lettera che ci chiede di fare di più", spiega Yohan. "Per essere promosso, devi vendere bene. Ma il 95 per cento del personale che lavora in Belgio non è belga e tutti vogliono essere promossi con il trasferimento nel loro Paese d'origine. Questo genera un clima di competizione tra colleghi”.

Inoltre, continua Yohan, “il nostro stipendio è composto da una parte fissa e due parti variabili, una che dipende dal numero di voli effettuati, e l'altra dalle commissioni che riceviamo in seguito alle vendite degli articoli”. "C'è una lunga lista di cose che devono essere migliorate", racconta una delle hostess che ha preso parte allo sciopero. In primis denuncia la mancanza di turni di lavoro chiari: “A volte siamo in standby in un aeroporto in attesa di essere chiamati. Se non siamo chiamati, quei giorni passati in aeroporto non sono pagati".

Un altro esempio: quando si viene dirottati in un altro aeroporto e si deve essere rimpatriati, questo può richiedere diverse ore senza paga, durante le quali non si riceve cibo o bevande. E se torni vuoto, senza passeggeri, non vieni nemmeno pagato, presumibilmente perché non lavori. In ultimo i dipendenti denunciano anche alcune carenze nelle condizioni di lavoro, come la mancanza di acqua sugli aerei. La legge belga dice che il datore di lavoro deve fornire acqua sul posto di lavoro, ma Ryanair metterebbe a disposizione dei suoi lavoratori l’acqua solamente nelle cosiddette stanze dell’equipaggio che si trovano a terra: “Se il volo dura troppo o è in ritardo, e la nostra bottiglia è vuota, non possiamo usare nessuna delle bottiglie in vendita, dobbiamo comprarla a prezzo pieno, cioè tre euro", accusa la lavoratrice.

Il personale con sede in Belgio (la maggior parte dei quali sono stranieri, dato che ci sono solo quattro belgi sui 400 membri) ha fatto conoscere le sue numerose lamentele alla direzione, ma quest'ultima non ha ancora dato seguito alle richieste.

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