Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

Lo strano caso del Regno Unito: mancano i disoccupati, rischio per la ripresa

Il Paese ha fatto registrare il record di occupati, ma 1 milione di posti di lavoro restano ancora vacanti. Crolla il rapporto tra l'offerta di impiego e persone in cerca di un salario

In Regno Unito mancano i disoccupati e questo rischia di essere un grave problema per la ripresa post-Covid. La situazione paradossale emerge dagli ultimi dati sul mercato del lavoro britannico: nel trimestre giugno-agosto il tasso di disoccupazione è sceso al 4,5 per cento rispetto al 4,9 registrato nei tre mesi precedenti, mentre il numero di posti vacanti è salito a 1,1 milioni. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, non si era mai registrato un livello così alto da oltre vent’anni a questa parte, ovvero da quando si è iniziato a monitorare il numero di lavoratori ‘mancanti’. 

I posti lasciati scoperti, fanno notare i report statistici, hanno raggiunto o superato i livelli pre-pandemia in tutti i settori dell’economia britannica. Trasporti, costruzioni e manifattura risultano le attività più colpite e gli economisti si interrogano sugli effetti della concomitanza tra il fenomeno dei posti di lavoro vacanti e quello dell’inflazione al rialzo. Una tendenza, quest’ultima, che si è verificata in tutta Europa principalmente per via dell’aumento dei costi energetici, ma che nell’ex Paese Ue sta assumendo contorni più marcati per via delle interruzioni nella catena di approvvigionamento e fornitura delle merci.

Il boom dei posti vacanti - ha messo in evidenza il Financial Times - significa che il rapporto tra disoccupati e posti di lavoro ‘aperti’, che era salito a 4,1 al culmine della pandemia, ora si attesta a 1,45 e quindi al di sotto del livello pre-pandemia e al livello più basso da oltre quarant’anni. I dati mostrano anche un aumento del tasso di occupazione, un calo del tasso di inattività economica e una riduzione dei licenziamenti, tornati ai livelli pre-pandemia.

“Il mercato del lavoro ha continuato a riprendersi dagli effetti del coronavirus, con il numero di dipendenti salariati a settembre che ora supera di gran lunga i livelli pre-pandemia”, ha affermato Darren Morgan, direttore per gli studi economici dell’Ufficio nazionale di statistica. “Anche i posti vacanti hanno raggiunto un nuovo record nel mese di settembre” arrivando “a quasi 1,2 milioni”, ha aggiunto l’esperto anticipando i dati sul mese scorso. “In base alle nostre ultime stime - ha concluso - tutti i settori offrono ora tanti posti di lavoro quanti ne offrivano prima dell'inizio del Covid-19”. Peccato che manchino i lavoratori.

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