Martedì, 19 Ottobre 2021
Lavoro

L'effetto "forbice" della crisi Covid: un buco da 23 miliardi nella casse di Comuni e Regioni

Il calcolo in un report del Comitato europeo degli enti locali: "Effetti negativi per 10 anni". Le perdite maggiori in Germania

Le regioni italiane sono tra le più colpite dal cosiddetto "effetto forbice" in Europa nel 2020, con un buco di 22,78 miliardi di euro nel 2020 nelle casse degli enti locali provocato dalla pandemia. Le amministrazioni locali italiane, che hanno visto un forte aumento della spesa e una netta diminuzione delle entrate, sono quelle ad aver subito la perdita più grande, dopo gli enti locali tedeschi (-111,7 miliardi). E' quanto emerge dal Rapporto annuale dell'Eurobarometro sulle regioni e gli enti locali, curato dal Comitato delle Regioni Ue.

L'impronta lasciata nel 2020 dalla pandemia sulle amministrazioni locali del nostro Paese - emerge dal rapporto - è pesante: strette tra le maggiori spese
da sostenere per far fronte all'emergenza e le mancate entrate dovute alla crisi, ossia quello che il rapporto chiama "effetto forbice, la perdita registrata è in termini assoluta la più alta d'Europa dopo la Germania, dove Laender e città hanno segnato un rosso di quasi 112 miliardi.

A livello europeo, il cosiddetto 'effetto forbice' per gli enti locali vale 180 miliardi di euro, pari alla somma delle maggiori spese dovute alla pandemia (125 miliardi) e delle mancate entrate (55 miliardi). Tutto questo, ha avvertito il presidente del Comitato, Apostolos Tzitzikostas, "potrebbe portare a tagliare i servizi pubblici, a meno che non arrivino urgentemente più risorse da fondi Ue e nazionali per sostenere progetti e programmi locali". Un allarme che riguarderebbe tutta l'Unione. Se le casse delle amministrazioni italiane, che rischiano un buco di 23 miliardi di euro, hanno perso circa il 9% delle entrate, in termini relativi le perdite maggiori si sono registrate a Cipro (25%), Bulgaria e Germania (15%). Mentre le più basse in Romania, Danimarca, Grecia, Ungheria ed Estonia (non oltre il 2%). 

Dai dati si evince che l'impatto della pandemia probabilmente aumenterà le differenze già esistenti fra le economie regionali degli Stati membri e le regioni italiane sono quelle che rischiano di subire un maggiore effetto negativo sia sul breve che sul medio termine. "La pandemia avrà degli effetti a lungo termine sulle strutture socio-economiche delle regioni europee", si legge nell'analisi, in cui si spiega che sul medio termine (fino a 10 anni) l'impatto delle restrizioni diminuirà in maniera significativa e "il fatto che le conseguenze possano farsi sentire ancora a lungo dipende dalle caratteristiche strutturali di un'area e dalla velocità della ripresa dei settori più colpiti".  Lo studio del Comitato delle Regioni si concentra in particolare su turismo, occupazione nel settore alberghiero, dell'accoglienza e della cultura e numero di Neet (giovani che non studiano e non cercano lavoro). 

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