Reddito di cittadinanza, M5s ammette: fondi Ue solo per i centri per l'impiego

Il caso sollevato dal presidente del Parlamento europeo Tajani: "Bruxelles ha detto no a Di Maio". Ma per i 5 stelle è un "ni": avremo le risorse per contribuire alla messa a regime del provvedimento

“L'unico strumento contro la povertà è il 'reddito di cittadinanza', che io intendo fare il prima possibile". Il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, durante la presentazione della relazione annuale dell'Inps alla Camera, ha rilanciato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Ma ora per mettere in pratica il suo piano dovrà trovare le coperture economiche e a quanto pare il ruolo di Bruxelles, a differenza di quanto richiesto dai pentastelliati, sarà parziale. "Di Maio aveva avanzato la richiesta" di finanziarlo con fondi comunitari "ma Thyssen gliel'ha spiegato in maniera molto chiara. È tecnicamente impossibile: non l'ha mai fatto nessuno Stato europeo", ha raccontato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani in un'intervista che sarà pubblicata domani su Panorama. Il governo italiano, ha aggiunto Tajani lanciando una stoccata alla maggioranza, “ha promesso reddito di cittadinanza, abolizione della Fornero e flat tax. Ma dove sono i soldi? La battaglia sui migranti invece è gratis, ma pericolosissima”.

Da Tajani "ricostruzione priva di fondamento"

La ricostruzione Tajani sarebbe però “priva di fondamento", secondo Laura Agea, capo delegazione M5S al Parlamento europeo, che riguardo alle dichiarazioni del presidente ha spiegato in una nota: "Nell'incontro durante il Consiglio Ue del 21 giugno, in cui ero presente anch'io la Thyssen ha espresso parere favorevole sulla proposta dell'utilizzo dei fondi europei, tra cui il FSE+, per finanziare la riforma dei centri per l'impiego, che è - come è noto a tutti tranne che a Tajani - parte fondamentale per la messa a regime del reddito di cittadinanza”. Quello ricevuto da Bruxelles insomma, secondo quanto ammesso dagli stessi 5 Stelle, sarebbe un “ni”, nessun soldo per pagare il reddito di cittadinanza, ma sostegno allo sviluppo dei centri per l'impiego, cosa previstra tra l'altro anche dal progetto Garanzia Giovani, già avviato da tempo, seppur non si sia rivelato certo rivoluzionario. Di Maio, ha continuato Agea, “si è poi confrontato con il ministro del Lavoro tedesco in un clima cordiale, di confronto sul funzionamento dei centri per l'impiego, che in Germania funzionano e che sono un modello da seguire".

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Il presidente rincara la dose

E porprio riguardo ai colloqui con il governo tedesco Tajani ha rincarato la dose delle sue critiche a Lega e 5 Stelle. "Se questi sono gli amici di Matteo Salvini, altro che il 'prima gli italiani' leghista. Il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, vuole rimandarci indietro i richiedenti asilo in transito. Cerca di spingerli a Sud. Così come il cancelliere austriaco Sebastian Kurtz”. Sul fronte immigrazione insomma “il nostro governo è isolato", ha accusato Tajani definendo l'Italia “pedina consapevole ma non protagonista” del piano di quanti vogliono “destabilizzare” l'Europa come “il gruppo di Visegrad, la Russia e gli Usa”.

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