Il Recovery fund non basta: Italia e Eurozona non torneranno ai livelli pre-Covid prima del 2022

Le previsioni della Commissione europea. Tra le grandi economie Ue solo Germania e Polonia rivedranno entro 2 anni i livelli di Pil e occupazione del 2019

Source: EC - Audiovisual Service

Le nuove previsioni economiche per l’Italia sono meno pessimistiche delle precedenti, ma le grandi aspettative sulla ripresa che iniziava a intravedersi in estate sono svanite con l’arrivo della seconda ondata. È quanto emerge dalle cifre riportate stamattina nelle previsioni autunnali della Commissione europea. Bruxelles rivede le stime sul Belpaese con un Pil in calo del 9,9% nel 2020, a fronte dell’11,2% previsto nel luglio scorso. Ma a preoccupare veramente i funzionari Ue, più che la cifra finale della recessione dell’annus horribilis quasi al termine, sono i segnali di ripresa, venuti meno nelle ultime settimane tra picchi di contagio e nuove misure di confinamento.

Solo la Spagna fa peggio dell'Italia nel 2020

Le preoccupazioni riferite all’Italia valgono anche per gli altri Paesi europei, ma in misura inferiore. L’unica a fare peggio del Belpaese è la Spagna, che segna un netto -12,4% nel 2020 seguito da una ripresa del 5,4% nel 2021 e del 4,8% nel 2022. I numeri della ripresa spagnola sono però più solidi di quelli previsti per l’Italia. L’economia tricolore si dovrebbe riprendere del 4,1% nel 2021 e del 2,8% nel 2022; non abbastanza per tornare al livello di ricchezza pre-crisi. Tra le grandi economie dell’eurozona dei registra la performance tedesca: -5,6% nel 2020 seguito da una ripresa del 3,5% nel 2021 e del 2,6% nel 2022. In altre parole, Berlino oggi soffre, ma nei prossimi due anni può contare su un probabile ritorno ai livelli di crescita pre-crisi. Fuori dalla moneta unica va ancora meglio in Polonia, con una recessione modesta del -3,6% nell’anno in corso, seguita da una crescita del 3,3% e 3,5% negli anni successivi. 

Le parole di Gentiloni

Tra i maggiori Stati dell'Ue, “solo Germania e Polonia si prevede che raggiungano o superino i rispettivi livelli di Pil pre-pandemia entro la fine del 2022”, ha detto questa mattina il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni. Guardando invece alla situazione internazionale, “il Pil mondiale (esclusa l'Ue) dovrebbe contrarsi di circa il 3,8% nel 2020, molto più che durante la crisi finanziaria globale”, ha avvertito l’ex premier. “Si prevede un rimbalzo del 4,7% nel 2021 e del 3,7% nel 2022”, ha spiegato Gentiloni. 

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In attesa del Recovery Fund

A incidere in positivo sul difficile destino economico italiano ed europeo potrebbe essere il Recovery Fund, anche se il suo impatto finanziario è ancora incerto e profondamente legato al ‘moltiplicatore’ da associare alle misure che il Governo italiano dovrebbe mettere sul tavolo prima di ricevere i fondi. Questi ultimi, “se non subiranno ritardi” arriveranno con “l’erogazione del primo 10% di sussidi e prestiti entro la primavera del prossimo anno”, garantisce da parte sua Gentiloni. E proprio per accelerare i tempi e “dare un segnale di fiducia”, l’ex premier incoraggia “i diversi Paesi, inclusa l’Italia, a presentare quanto prima possibile, anche nelle prossime settimane, i piani di Recovery perché la Commissione possa iniziare ad analizzarli”. L’ok di Palazzo Berlaymont prima e del Consiglio Ue poi saranno infatti necessari per l’approvazione delle riforme e dunque per l’erogazione delle risorse. Ma l’Italia, al momento, non ha ancora presentato pubblicamente alcun piano e si è limitata ad avviare le discussioni informali con l’esecutivo europeo.

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