I populisti un rischio per l'economia, i migranti fanno bene alla crescita: il monito dell'Ocse

Un rapporto dell'organizzazione definisce la crescita delle forze populiste “un evento politico negativo”, e suggerisce di integrare gli immigrati per “rafforzare la fiducia dei cittadini” e per non perdere “la competizione globale dei talenti”

Il segretario generale dell'Ocse Gurria / ANSA

La crescita economica dell'Eurozona rimane "solida" ma è a rischio, e uno dei pericoli principali deriva dal rafforzamento dei partiti populisti. È l'avvertimento contenuto dall'ultimo rapporto dell'Ocse sulla zona euro. Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico "l'economia della zona euro sta vivendo una crescita solida", ed è in fase di espansione "dal 2014 grazie a una politica monetaria molto accomodante, a politiche moderatamente espansive e al recupero dell'economia mondiale”. Però, avverte, "un evento politico negativo come il rafforzamento dei partiti populisti in alcuni Paesi dell'Eurozona, collegato con l'incompletezza dell'architettura dell'area euro, potrebbe portare a un forte aumento dei rischi di ridenominazione”, cioè il pericolo che alcuni Stati possano rinunciare all'euro e a reintrodurre proprie valute dovendo anche convertire il proprio debito, e “alla perdita di accesso ai mercati per alcuni Paesi sovrano dell'area euro".

L'Ocse nel suo rapporto ha parlato anche della necessità di integrare i migranti per “rafforzare la fiducia dei cittadini”, ma anche per non perdere “la competizione globale dei talenti”.

Secondo l'organizzazione l'Ue e gli Stati membri dovrebbero fare di più per migliorare l'accesso dei rifugiati al mercato del lavoro. "Integrare i rifugiati rapidamente è chiave per migliorare il loro benessere e le opportunità sul mercato del lavoro e rafforzare la fiducia dei cittadini", si legge nel documento. In questo senso "è essenziale una risposta politica coordinata e ampia a livello Ue per integrare in modo efficace i richiedenti asilo", e "il miglior modo per integrare i nuovi venuti è di portarli al lavoro rapidamente, in particolare aumentando i posti per i programmi di integrazione e i corsi di lingua".

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I migranti non devono essere visti solo come un problema da gestire o come manodopera a basso costo, ma anche come potenziali talenti che potrebbero portare vantaggi alle nostre economia. “L'Ue sta dando una prova scadente nella competizione globale per i talenti", afferma l?ocse spiegando che “uno dei problemi chiave è che mercato del lavoro e regolamentazione sull'immigrazione sono diversi in ciascuno Stato membro". Inoltre il sistema della Blue Card, che dovrebbe permettere ai cittadini non-Ue altamente qualificati di lavorare e vivere in qualsiasi paese Ue, "si è dimostrata insufficientemente attrattivo" e ha rilasciato un numero di permessi "limitato", questo perché "le condizioni di ammissione restrittive e le regole, condizioni e procedure diverse nell'Ue ne hanno limitato l'uso".

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