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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Varsavia

La Polonia vuole che Germania e Russia paghino per i danni di guerra

Il conto potrebbe ammontare a 850 miliardi di dollari solo per Berlino. Mosca: "Dovrebbero essere loro a pagarci per averli liberati"

La Polonia vuole essere risarcita per i danni causati dalla Germania durante la Seconda guerra mondiale. Secondo il partito al governo, Diritto e Giustizia (PiS), il Paese non avrebbe mai ricevuto i soldi che le spettano. Per calcolare l’ammontare del risarcimento l’esecutivo di Varsavia sta lavorando alla creazione dell’Istituto delle perdite di guerra (Instytut Strat Wojennych), che si occuperà anche di calcolare quelli causati dall’occupazione sovietica. I governi di Mosca e Berlino hanno detto però che non pagheranno. La Russia l'anno scorso ha dichiarato che "dovrebbe essere la Polonia a pagarci per averli liberati" dall’occupazione nazista, mentre il governo tedesco sostiene che Varsavia abbia rinunciato al suo diritto alle riparazioni nel 1954.

Arkadiusz Mularczyk, un deputato del PiS, ha spiegato al Polska Times che l’istituto avrà le stesse funzioni dello Yad Vashem, l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme, che commemora e fa ricerche sull'Olocausto. Più di due anni fa, una commissione parlamentare polacca ha iniziato a calcolare i danni che la Germania avrebbe dovuto pagare alla Polonia e, nonostante il rapporto non sia ancora stato pubblicato ufficialmente, Mularczyk, che è anche presidente della commissione, ha dichiarato che secondo le stime il totale potrebbe ammontare a 850 miliardi di dollari. Ora il nuovo istituto "svolgerà ulteriori lavori sul bilancio” finanziario “dell'occupazione tedesca e sovietica durante la seconda guerra mondiale", ha twittato il deputato.

Secondo i critici però quella dell’esecutivo di Varsavia non è altro che un’operazione di facciata, un esercizio politico dietro il quale non vi è nessuna reale volontà di ottenere un risarcimento, spiega Notes from Poland. Secondo Wojciech Sadurski, docente di diritto all’Università di Sidney e al Centro per l’Europa di Varsavia, il PiS ha rinunciato all’idea di ottenere degli indennizzi e per coprire il fatto “sta creando un'istituzione che impiegherà alcune persone avide" e "il contribuente paga per la loro stupidità". Le critiche arrivano anche dall’interno, Janusz Kowalsk deputato del Pis ha risposto all'annuncio di Mularczyk con sorpresa: "Sono passati sei anni da quando ai polacchi è stata promessa una battaglia legale per le riparazioni dalla Germania, quando la Polonia presenterà ufficialmente una nota diplomatica alla Germania?", si interroga su Twitter il parlamentare.

Il partito al potere è accusato di usare la questione dei risarcimenti per puri scopi elettorali. Lo stesso Mularczyk ha ammesso il mese scorso che la decisione sulla pubblicazione del rapporto finale sulla stima dei danni di guerra tedeschi "sarà legata alle decisioni politiche della direzione del partito e del governo". Il parlamentare ha affermato a più riprese che il rapporto contenente le stime sui danni causati dall’occupazione nazista è pronto, e che va solo pubblicato. La questione è stata risollevata in questo periodo a causa della formazione di una nuova coalizione di governo in Germania poiché, secondo Mularczyk "sia i Verdi che i liberali (i quali stanno lavorando a creare un esecutivo con i socialdemocratici) sono gruppi con i quali c'è una possibilità di dialogo su questo argomento".

L'anno scorso, un deputato dei Verdi, Manuel Sarrazin, che è presidente del gruppo parlamentare tedesco-polacco al Bundestag, ha sostenuto che, rifiutare la richiesta di risarcimento è giuridicamente corretto ma "moralmente e politicamente inaccettabile". "La Germania non può considerare finito il dibattito se non è finito per i nostri partner e amici polacchi, che sono stati le prime vittime dell'attacco tedesco", ha detto Sarrazin, che ha suggerito di estendere la compensazione per la Polonia, di creare fondi per le vittime, oltre a sostenere le istituzioni culturali e a fornire indennizzi simbolici alle città dove i nazisti hanno commesso crimini di guerra. Tuttavia, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha detto durante una visita in Polonia che "il governo federale non ha cambiato la sua posizione in relazione a questo ricorrente dibattito sui risarcimenti".

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