Mercoledì, 22 Settembre 2021
Lavoro

Il Pil dell’India supererà quello Ue entro i prossimi 20 anni. E Bruxelles arruola i “ministri per il Futuro”

La rete di politici servirà a orientare l’agenda politica europea e discutere questioni chiave. A rappresentare l’Italia sarà Vincenzo Amendola

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (a sinistra) e il primo ministro indiano Narendra Modi (a destra) durante l'ultimo summit Ue-India in videoconferenza. Foto: European Union, 2021

La ricchezza prodotta dall’India potrebbe superare entro il 2050 quella dell’intera Unione europea. A evidenziarlo è la relazione annuale di previsione strategica pubblicata oggi dalla Commissione europea. Il documento, intitolato “Capacità e libertà di azione dell’Ue”, fa il punto sulle principali sfide globali che dovranno affrontare i 27 Paesi del Vecchio Continente nei prossimi decenni.

Tra le tendenze evidenziate dallo studio ci sono anche i cambiamenti nell'ordine globale. In altre parole, si tratta dell’inversione dei rapporti di forza rispetto a quelli attuali, con la Cina più ricca degli Stati Uniti - sorpasso che avverrà entro la fine degli anni Venti - e l’economia indiana più forte di quella europea. Per capire la portata dei futuri sorpassi, basta guardare alla costante diminuzione della porzione di ricchezza mondiale nelle mani dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Usa). 

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Il Gruppo dei 7 nel 1975 deteneva il 60% del Pil mondiale. Oggi la sua fetta si è ridotta al 40%, mentre il peso degli Emerging 7 - cioè Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia e Turchia - vale già i due terzi del Pil dei sette Paesi più ricchi. Passando al tema demografia, si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,5 miliardi nel 2030 e i 9,7 miliardi nel 2050, mentre la popolazione Ue dovrebbe scendere a poco più di 420 milioni entro il 2050, il 4,3% di quella mondiale. Cambiamenti epocali da tenere in considerazione nell’azione politica quotidiana. 

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Il documento identifica e analizza altre tre tendenze globali capaci di incidere sulla libertà d'azione dell'Ue e dei suoi cittadini: il cambiamento climatico, la trasformazione tecnologica e la pressione sulla democrazia e sui valori. Sfide di ampia portata che Bruxelles intende affrontare, oltre che coi mezzi propri, con una rete di “ministri per il Futuro”. Un rappresentante di governo per Paese membro parteciperà al gruppo che avrà il compito di “condividere le migliori pratiche e orientare l'agenda della previsione strategica della Commissione discutendo questioni chiave rilevanti per il futuro dell’Europa”. Il prescelto ministro per il Futuro italiano è l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli affari europei, Vincenzo Amendola.

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