Pesce spada, appello a Ue: “No a riduzione quota italiana”

A lanciare l'allarme  Federcoopesca-Confcoperative: “Dal 1 gennaio taglio del 3%”. Preoccupano anche le nuove norme europee. Oggi a Bruxelles la riunione dei ministri dell'Agricoltura

ANSA / US GREENPEACE/JI

“Per i pescatori italiani di pesce spada a San Silvestro ci sarà poco da brindare. Con l'inizio del nuovo anno, infatti, vedranno ridursi di un ulteriore 3% la quota di pesca per il pesce spada, fissata attualmente a 3.736 tonnellate, in virtù di un piano pluriennale di ricostituzione dello stock”. Lo denuncia Federcoopesca-Confcoperative nel giorno della riunione del Consiglio dei ministri Ue del settore in cui verranno decise nuone regole e le quote di pesca per 2018. 

"Il quantitativo assegnato dall'Ue al nostro paese - afferma Federcoopesca - è al di sotto di quanto tradizionalmente pescato dalla nostra flotta, la più importante per la pesca al pesce spada nel Mediterraneo". Secondo l'associazione una ulteriore contrazione dei quantitativi massimi di cattura non è sostenibile: "Per questo chiediamo all'Italia di adottare una linea dura e votare contro la proposta del Consiglio europeo. Una scelta perfettamente in linea con il ricorso alla Corte di giustizia Ue che il governo italiano ha presentato nei mesi scorsi per impugnare il quantitativo assegnato al nostro paese nel 2017 e che con il nuovo anno vedrà ridursi ulteriormente". 

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Le nuove regole

A preoccupare non è solo la quota. Ci sono le nuove norme sulla taglia minima e sul calendario di pesca. Federcoopesca chiede che "venga fatta chiarezza perché gli operatori hanno bisogno di regole chiare e certe, nell'interesse delle imprese, dei lavoratori e della tutela delle risorse ittiche". Il nuovo regolamento di fatto riporta la taglia minima dai 100 centimetri previsti dall'Iccat a 90 centimetri. Si potranno, quindi, pescare esemplari più piccoli. Per quanto riguarda il calendario, sarà vietato pescare in due periodi differenti (1-31 marzo e dal 1 ottobre al 30 novembre) invece che un unico stop di tre mesi. "Tutto ciò poteva essere evitato con un po' più di attenzione da parte di Bruxelles, contribuendo così a ridurre le distanze fra i territori, le marinerie e l'Eurocrazia" conclude Federcoopesca. 

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