Lotta alla riforma delle pensioni, gli operai staccano la luce a Parigi

I dipendenti della centrale di Orly, iscritti al sindacato Cgt, hanno causato un blackout di due ore in diversi quartieri della capitale che ha colpito 35mila persone

Foto Ansa EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

Parte dei sobborghi meridionali di Parigi sono rimasti al buio per quasi due ore questa mattina, dopo che degli attivisti del sindacato Cgt hanno bloccato l'erogazione dell'energia elettrica da una centrale vicina all'aeroporto di Orly, come forma di protesta contro la riforma delle pensioni voluta da Emmanuel Macron.

35mila al buio

Il gestore elettrico Enedis ha denunciato "un atto di malevolenza" che ha lasciato 35mila persone senza elettricità fra le sei del mattino e le 7.54, preannunciando una denuncia alla polizia. Secondo France Info sono stati colpiti diversi comuni della banlieue sud, fra cui Orly, Rungis, Anthony, Fresnes e Thiais. Il taglio dell'elettricità non ha riguardato l'aeroporto, ma ha bloccato il tram e la metro collegati allo scalo.

Il sindacato: "La lotta non si arresta"

L'azione di protesta è stata rivendicata da Gct energia, che non esclude i ripeterla in futuro. Già ieri era stata tagliata l'elettricità alla sede della Cfdt, sindacato più moderato aperto alla trattativa sulle pensioni. L'obiettivo, ha spiegato il segretario generale di Fnme-Cgt, Sébastien Menesplier, “è passare ad una velocità superiore dopo la mobilitazione del 9 gennaio e andare via via crescendo fino al 24 gennaio", giorno in cui la riforma verrà presentata in consiglio dei ministri. "Nel settore dell'energia la lotta non cala, abbiamo recensito 30mila scioperanti, contro 60mila all'apice della mobilitazione, tra il 5 e il 9 dicembre", ha proseguito il sindacalista.

Il governo: "Scandaloso"

Duro il commento del governo. Il sottosegretario agli Alloggi e le città, Julien Denormandie, ha parlato di "azione scandalosa e irresponsabile", e di "atti illegali che minano il clima di dialogo". L'ala più dura del sindacato ha in programma nuove manifestazioni di protesta venerdì, giorno in cui è previsto che il governo firmi la bozza di riforma, dopo aver accettato di mantenere l'età di pensionamento a 62 anni, invece dei 64 inizialmente previsti.

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