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Il commissario Ue Pierre Moscovici

Il commissario Ue Pierre Moscovici

"Fare deficit può essere necessario", gli economisti Ue aprono alla flessibilità sui conti

In un documento della Commissione europea, riportate le osservazioni di alcuni esperti del settore, secondo i quali "ridurre il debito non è un dogma". Il contrario della linea fin qui promossa dai falchi del rigore

"Ridurre il debito degli Stati membri non è un dogma assoluto" e "in alcuni casi specifici fare deficit è necessario". E' quanto è stato scritto nero su bianco in un verbale della Commissione europea che riporta le "opinioni espresse da alcuni noti economisti" davanti al presidente Jean-Claude Juncker e agli altri membri dell'esecutivo Ue. Parlare di un'apertura alla flessibilità chiesta a gran voce dai partiti progressisti europei e da Paesi membri come l'Italia è forse un po' troppo. Ma di sicuro, il fatto che se ne sia discusso nel luogo considerato per anni il fortino dei falchi dell'austerity è un segnale che fa ben sperare tutti coloro che chiedono un cambio di passo alla nuova leader europea, Ursula von der Leyen.

La riunione in questione si è tenuta a Bruxelles il 25 giugno scorso, ma i contenuti sono emersi in questi giorni. Durante il collegio dei commissari, dopo aver ascoltato la presentazione di Niels Thygesen, presidente dello European Fiscal Board (organo consultivo della Commissione Ue), e le osservazioni dei colleghi competenti in materia, i membri dell'esecutivo Ue hanno avuto "una breve discussione", riporta il verbale della riunione, durante la quale la Commissione ha considerato "gli effetti delle opinioni espresse da alcuni noti economisti", secondo le quali "ridurre il debito degli Stati membri non è un dogma assoluto e che in alcuni casi specifici fare deficit è necessario". I dettagli precisi di queste opinioni non sono stati resi noti.

Di sicuro, i commissari hanno anche discusso di "quale approccio adottare nel caso di un serio rallentamento della crescita, dato che occorre tempo per trasmettere i dati macroeconomici e che le misure da adottare in una simile eventualità richiedono un tempo di risposta che non può essere ridotto". Nel corso della discussione sul rapporto dello European Fiscal Board, il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, dopo aver sottolineato che "gli Stati membri devono continuare a rispettare i requisiti del patto di stabilità e che l'esistenza di una funzione centrale di bilancio renderebbe le cose più facili, oltre ad ammortizzare gli effetti di cadute della crescita negli Stati più vulnerabili", ha rimarcato che "un certo grado di prudenza dovrebbe essere mantenuto nelle raccomandazioni" ai Paesi, "dato l'inevitabile margine di errore nelle previsioni sulle quali sono basate", scrive l'AdnKronos. 

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