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Foto archivio Ansa

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Il Parlamento Ue: "Non lasciamo l'economia dei dati in mano solo ai giganti del web"

Per gli eurodeputati la strategia europea deve basarsi sul rispetto dei diritti fondamentali dell’Ue e deve tutelare tutti gli attori, grandi o piccoli che siano

Nelle società contemporane lo scambio di dati è ormai fondamentale ed è alla base del successo di tantissimi giganti del web come Facebook, Google o Amazon. Ma l'Europa non può e non deve lasciare a loro la gestione di questa risorsa, sia per tutelare meglio la privacy dei cittadini, sia perché la gestione dei dati è fondamentale per l'economia.

Adattarsi ai tempi

"La strategia dei dati è al centro del percorso di adattamento dell'Europa all'era digitale. Tuttavia, al momento solo i giganti del web hanno la piena capacità di beneficiare dell'economia dei dati e dell'intelligenza artificiale", ha lamentato l'eurodeputata Miapetra Kumpula-Natri. Secondo la socialista finlandese l'Ue "ha bisogno di una società e di un'economia di condivisione dei dati che consentano a tutti gli attori, grandi o piccoli, di partecipare e di trarne vantaggio", e per questo "dobbiamo creare un'economia di dati equa”. In una relazione approvata dalla commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia del Parlamento europeo, con 68 voti a favore, zero contrari e otto astenuti, i deputati hanno chiesto una governance dei dati interoperabile a livello europeo basata sulla privacy, la trasparenza, il rispetto dei diritti fondamentali e la democrazia, che permetta ai cittadini di avere il pieno controllo delle proprie informazioni. Secondo Kumpula-Natri l’Ue deve guidare lo sviluppo digitale “basandosi sui valori dell’Unione per consentire agli individui e alle aziende di assumere il controllo dei loro dati e utilizzarli per generare e ottenere servizi migliori in tempo reale”.

La proposta della Commissione

Con questo voto l'Aula siè espressa sulla strategia europea in materia presentata nel febbraio 2020 dalla Commissione. Nell’idea di Bruxelles, lo scambio dei dati dovrebbe avvenire in un singolo mercato europeo, un “data space”, che permetta la più ampia condivisione possibile con il più ampio numero di soggetti per garantire il rispetto sia delle norme sulla protezione dei dati personali sia delle norme relative alla concorrenza. Il data space comune dovrebbe garantire la disponibilità di più informazioni per l'uso nell'economia e nella società, mantenendo al contempo sotto controllo le imprese e gli individui che li generano. La strategia in materia di informazioni digitali, insieme al “Libro bianco sull'intelligenza artificiale”, sono i principali pilastri della strategia digitale della Commissione.

La nuova proposta degli eurodeputati

Secondo il Parlamento europeo l'aumento di dati digitali è una fonte di crescita e innovazione che dovrebbe essere sfruttata, ma nell'ambito di un sistema basato sui diritti fondamentali, sulla privacy e sulla trasparenza. I deputati ritengono che una strategia a livello europeo per consentire il libero flusso di informazioni all'interno dell'Unione sia necessaria per la concorrenza delle imprese europee su scala mondiale, nonché per le università e la ricerca. Gli europarlamentari hanno evidenziato che la strategia in materia di dati deve sostenere la sostenibilità, il Green Deal e contribuire agli obiettivi climatici dell'Unione, garantendo trasparenza sulle emissioni di CO2 derivanti dallo stoccaggio e dalla condivisione dei dati e riduzione degli sprechi. Secondo i deputati, la crisi pandemica ha evidenziato il ruolo e la necessità di database in tempo reale di alta qualità, per questo hanno sottolineato il ruolo fondamentale del settore pubblico nella promozione di un'economia dei dati innovativa e competitiva per accelerare la creazione di uno spazio comune europeo di dati sanitari. La relazione è stata per ora adottata dalla commissione Itre con 68 voti a favore, ma sarà sottoposta alla votazione dall’intera Camera il prossimo 24 marzo.

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