"Schiavi del debito", la previsione di Orban sull'Italia

In una intervista radiofonica, il premier ungherese parla dell'accordo raggiunto sul Recovery fund: a suo avviso, sul fondo la discussione in Europa è tra le forze che difendono le radici cristiane come l'Ungheria e quelle che vogliono l'immigrazione e la disintegrazione della famiglia

Ci sono Paesi dell'Ue "il cui rapporto debito pubblico/Pil dovrebbe raggiungere il 150-160 per cento" e che rischiano di diventare "schiavi del debito". Pur non citandola direttamente, il premier Viktor Orban fa l'esempio dell'Italia per esaltare i progressi economici della sua Ungheria e sottolineare come insieme alla Polonia, all'ultimo vertice Ue su Recovery fund e bilancio, sia riuscito a "a fermare un attacco da parte delle forze liberali"  che "ritengono l'era della cultura cristiana finita e sostengono la confusione delle genti, le migrazioni e rivendicano di rappresentare una cultura più alta". 

L'autoesaltazione di Orban è andata in onda nel suo consueto intervento del venerdì all'emittente "Radio Kossuth". Ai microfoni dell'emittente, il premier ha rilanciato la sua visione dell'Unione europea, vista come un campo di battaglia tra forze del bene e del male. Un campo da cui l'Ungheria è uscita vincitrice: secondo quanto riferito dallo stesso Orban, Budapest avrebbe ottenuto 3 miliardi in più tra Recovery fund e bilancio Ue rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea. L'accordo, almeno per quanto riguarda la parte sul bilancio, è stato messo però in discussione dal Parlamento Ue: "Non è un caso - dice Orban - percheé ci sono forze pro-migranti guidate e finanziate da George Soros", il magnate di origine ungherese considerato dal premier come il nemico numero 1 del Paese. "Dall'altro lato - ha proseguito - ci sono le nazioni che si oppongono, che rivendicano le proprie radici cristiane, non vogliono immigrati e non vogliono la disintegrazione della famiglia. Il primo ministro ungherese - ha spiegato parlando di sè in terza persona - deve prepararsi a condurre questa battaglia non solo per i prossimi 1-2 anni, ma per un altro decennio".

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Secondo una stima cauta fatta dal portale "portfolio.hu", le risorse che l'Ungheria otterrà dall'Ue nel periodo 2021-27 sono pari a 52,8 miliardi di euro, ovvero il 35 per cento in più rispetto al periodo finanziario precedente. Un bottino importantissimo per il futuro del Paese, che Orban promette di consegnare nelle mani degli ungheresi: "Se apriamo i nostri confini e non ci sono tariffe protettive in atto, le aziende dei Paesi che sono stati più fortunati in passato verranno qui e lanceranno una dura concorrenza per le imprese ungheresi", ha spiegato riferendosi al mercato unico europeo. Queste imprese, secondo Orban, fanno profitti in Ungheria che poi riportano nelle rispettive patrie. Ecco perché i fondi Ue, nella visione del premier, devono favorire le aziende ungheresi in modo da riequilibrare i rischi del mercato unico. 

L'Ungheria è insieme a Italia e Polonia tra i Paesi finiti nel mirino dell'Ue per l'uso improprio delle risorse comunitarie. 

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