Venerdì, 6 Agosto 2021
Lavoro

Pass Covid, l'Olanda dice no ai tamponi gratis per chi non è vaccinato

I Paesi Bassi si oppongono alla richiesta del Parlamento Ue, secondo cui i test per chi vuole viaggiare e non è immunizzato dovrebbero essere a costo zero o comunque calmierati

L'Olanda dice no ai test gratuiti per ottenere il pass Covid e favorire i viaggi all'interno dell'Ue: chi non sarà vaccinato o immunizzato perché guarito di recente, dovrà pagare i tamponi di tasca sua per spostarsi durante le vacanze o per altre ragioni, siano esse di lavoro o famigliari. L'opposto di quanto ha chiesto ufficialmente il Parlamento europeo a larghissima maggioranza, ossia test gratuiti o al massimo calmierati per tutti, in modo da evitare discriminazioni tra chi è vaccinato e chi non lo è.  

Tamponi e frugalità

L'Eurocamera ha inserito questa richiesta nel testo votato poche settimane fa in plenaria sul cosiddetto "certificato verde digitale" proposto dalla Commissione Ue. Proposta che adesso è al centro dei negoziati conclusivi tra le istituzioni e gli Stati membri dell'Ue. E proprio in vista di questi negoziati, il governo olandese ha chiarito subito che un anno di pandemia non ha scalfito la sua ben nota frugalità: "I costi per le persone che vogliono fare un test per andare in vacanza non dovrebbero essere pagati dalla società in generale", ha detto un portavoce dell'esecutivo dell'Aja al sito DutchNews.nl.

Secondo il portavoce, l'Olanda non è la sola a opporsi ai tamponi gratis: "Vari Stati membri oltre a noi" sono d'accordo su questa linea, ha aggiunto. Alla domanda se, tolta la questione della gratuità, il governo olandese avrebbe comunque appoggiato l'ipotesi di un tetto ai prezzi dei tamponi (che in alcuni Stati superano i 150 euro a persona), il portavoce non ha risposto, riferisce sempre DutchNews.

Discriminazioni

La questione dei tamponi è diventata centrale soprattutto in seguito ai ritardi della campagna vaccinale europea. Diverse forze politiche, in Olanda come nel resto d'Europa, Italia compresa, si sono opposte con forza all'ipotesi di legare la libera circolazione dei cittadini all'immunizzazione. Un'opposizione legata al fatto che in questo modo si sarebbe discriminato tra chi ha potuto fare il vaccino e i tanti che prima della fine dell'estate non saranno ancora vaccinati. Ecco perché tanto i governi, quanto la Commissione, hanno sempre evitato di definire "pass vaccinale" l'eventuale certificato Covid in discussione a livello Ue (cosi' come quelli simili che si stanno preparando su scala nazionale). 

Ma al di là dei termini, resta il fatto che con un costo elevato dei tamponi necessari per spostarsi in vacanza o per lavoro, una forma di discriminazione c'è, soprattutto nei confronti delle persone e della famiglie con redditi non elevati. Non a caso, alcuni tour operator, come TUI, Sunweb e Corendon, hanno offerto ai clienti uno sconto sui tamponi nei loro pacchetti di viaggio. Uno sconto che, per il settore dell'horeca europeo oltre che per il Parlamento Ue, dovrebbe essere garantito dagli Stati. 

La corsa al pass

Si vedrà nei prossimi giorni se sui test ci sarà braccio di ferro tra Eurocamera e gli Stati "frugali". La Commissione ha fatto capire di essere orientata a trovare una soluzione di compromesso secondo cui i tamponi per ottenere il pass Covid (che non dovrebbe chiamarsi più "verde") potranno essere gratuiti o calmierati, ma spetterà ai singoli Stati decidere se e come ridurre i prezzi. La speranza di Bruxelles è che i veti incrociati di Paesi e Parlamento non facciano tramontare anche questa misura, dopo il fallimento dei tentativi di fissare regole comuni tra gli Stati membri sulle restrizioni a viaggi e trasporti.

La corsa è anche contro il tempo: l'estate è alle porte e la Commissione vorrebbe chiudere la partita entro l'1 giugno. Oltre quella data, e considerato che per rendere operativi i pass ci vogliono almeno 2-3 settimane, il rischio è che il certificato Ue non veda la luce in tempo per la prima parte delle ferie estive, con ricadute sulle prenotazioni dell'intera stagione. Per ovviare a tale rischio, la stessa Olanda si starebbe muovendo autonomamente rispetto all'Ue: nei giorni scorsi, le imprese turistiche olandesi hanno avanzato la proposta di una "bolla" tra Paesi Bassi, Belgio e Olanda per favorire spostamenti senza restrizioni per i rispettivi cittadini e turisti.  
 

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