"L'Olanda ha 90 miliardi da parte per la crisi, l'Italia debiti che vuole coprire con i coronabond"

La giornalista Yvonne Hofs spiega perché il governo dell'Aia non vuole cedere alle richieste dell'Italia. Il ministro delle Finanze olandese: "L’emissione congiunta di debito può minare gli incentivi per una politica ragionevole a livello nazionale"

Il premier olandese Mark Rutte e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

I coronabond possono "minare gli incentivi per una politica ragionevole a livello nazionale". In altre parole, possono spingere gli Stati membri come l'Italia a non affrontare le riforme necessarie per mettere in ordine i conti. Il governo olandese tira dritto nella sua opposizione alla proposta di emettere dei titoli di debito comuni per aiutare i Paesi Ue a corto di liquidità dinanzi alla crisi del coronavirus. E lo fa dall'alto dei suoi "90 miliardi in contanti" risparmiati con "misure impopolari" negli anni passati e che oggi possono consentire ai Paesi bassi di "affrontare la crisi senza chiedere un cent a nessuno", spiega la giornalista Yvonne Hofs.

In un editoriale sul quotidiano Volkskrant, Hofs non usa giri di parole per spiegare le ragioni del suo governo: Il premier Mark Rutte e il linistro delle Finanze Wopke Hoekstra (oggetto di pesanti critiche da parte del premier portoghese Antonio Costa) "sono i falchi in Europa: non vogliono gli eurobond e non vogliono accordi senza vincoli perché temono che Olanda e Germania finiranno per pagare i debiti del governo italiano e spagnolo”, scrive la giornalista. Che si tratti di eurobond o dei prestiti del Mes, L'Aia e Berlino "non hanno bisogno di quei soldi". I miliardi del Mes "affluiranno quasi esclusivamente a Paesi dell’euro deboli”, continua.

In Italia, buona parte della politica se la prende con la Commissione europea, colpevole di non fare adeguate pressioni per controbilanciare le pressioni dei falchi del rigore sulle politiche economiche. Ma anche in Olanda Bruxelles è oggetto di critiche, anche se per ragioni diametralmente opposte. Il ministro Hoekstra, considerato il nuovo 'falco nascente' della politica olandese "ce l’ha con la Commissione europea perché negli anni della crescita, nessuno si sarebbe preoccupato di verificare cosa stessero facendo alcuni Paesi con le loro economie - argomenta sempre Hofs - I Paesi bassi hanno adottato misure impopolari che colpiscono gli elettori, come l’innalzamento dell’età pensionabile e dell’Iva e la riduzione della detrazione degli interessi sui mutui e ora possono affrontare la crisi senza chiedere un cent a nessuno". Quello che la giornalista non sa è che anche gli italiani hanno dovuto accettare misure impopolari negli stessi anni.

"I Paesi bassi sono in grado di combattere da soli la crisi perchè grazie alla disciplina di bilancio, il governo olandese ha 90 miliardi di euro in contanti per sostenere l’economia”, scrive ancora la Hofs.  “L’Italia non ha adottato disciplina di bilancio e vuole aiuti finanziari dai Paesi bassi, tra gli altri, perché non ha soldi per risolvere il suo problema". E ancora: “I Paesi bassi sono accusati di tutto ma neanche l’Italia ha motivi altruistici per sostenere gli eurobond”, ritiene la Hofs. “L’Italia ha un interesse nazionale, così “'egoistico' in quella posizione, perché con gli eurobond può finanziare i suoi debiti più a buon mercato”. La giornalista rivela che l'Olanda si era opposta anche al bazooka di 750 miliardi della Bce perché "se l’Italia, la Grecia o la Spagna non ripagheranno il debito sovrano acquistato" da Francoforte, i Paesi Bassi "subiranno delle perdite".

Nel suo editoriale, Hofs ha il merito di spiegare senza giri di parole la visione dell'Olanda, almeno dei partiti liberali di governo e di quelli della destra populista all'opposizione. Già, perché il dato politico dietro la posizione di Rutte e del suo ministro delle Finanze è che i liberali temono che, cedendo alle richieste dell'Italia, possano venire incalzati alle prossime elezioni dal Partito della libertà di Geert Wilders (alleato di Matteo Salvini in Europa) o dal Fvd di Thierry Baudet (legato invece alla famiglia dei conservatori europei, di cui fa parte Fratelli d'Italia). 

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Solo che, come ha osservato Enrico Letta in una intervista pubblicata sempre su Volkskrant, in questo modo il governo Rutte sta facendo il gioco proprio di quei populisti che teme in Patria. Solo che in questo caso si tratterebbe della Lega di Salvini: "Nessuno sta chiedendo beneficenza ai Paesi bassi. Chiediamo semplicemente una soluzione europea comune", premette Letta. Quella olandese, "è una reazione di pancia, completamente sbagliata. La metà dell'opinione pubblica italiana è antieuropea perché ritiene di essere abbandonata quando qualcosa va storto". "Questo sentimento guadagnerà terreno anche questa volta. Significa fare il gioco degli amici italiani di Wilders. Salvini sta aspettando azioni come questa dai Paesi sassi e dalla Germania, così da poter dire: vedete, l'Ue è inutile", ha concluso l'ex premier italiano.

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