In un mese 4 milioni di disoccupati nell'Ue, i sindacati: "Servono 500 miliardi subito, poi coronabond"

Le cifre rischiano di essere molto più alte, perché mancano ancora dati completi da Paesi come Italia e Germania. Solo in Spagna oltre 300mila persone sono rimaste senza lavoro

Le prime stime parlano di almeno 4 milioni di posti di lavoro bruciati dall'inizio della crisi e di oltre 7 milioni di lavoratori che seguono  programmi di lavoro a breve termine. Ma le cifre rischiano di essere molto più alte, perché mancano ancora dati completi da Paesi come Italia e Germania. E' allarme lanciato dal Ces, la Confederazione europea dei sindacati, che chiede all'Ue di concordare un pacchetto di sostegno di 500 miliardi di euro per far fronte alle conseguenze economiche del coronavirus.

Le stime raccolte, come dicevamo, sono ancora parziali. E proprio per questo sono ancora più impressionanti: la disoccupazione è aumentata di 302.265 unità in Spagna, mentre la Francia ha finora il più alto numero noto di lavoratori che lavorano a breve termine, ben 3,9 milioni. La Commissione europea ha proposto uno schema di garanzie dal valore di 25 miliardi, Sure, che dovrebbe attivare in totale 100 miliardi. Ma per i sindacati, e non solo per loro, non basteranno a far fronte a questa improvvisa e gigantesca ondata di disoccupazione. Ecco perché, in vista delle prossime riunioni tra i ministri delle Finanze e i leader Ue, hanno avanzato una serie di proposte.

Innanzitutto, l'approvazione rapida del programma di lavoro a breve termine Sure per prevenire licenziamenti e perdite di reddito per tutti i gruppi di lavoratori, compresi i lavoratori autonomi e i lavoratori delle piattaforme online, in tutti gli Stati membri. In secondo luogo, l'attivazione del Meccanismo europeo di stabilità per tutti gli Stati membri e non solo l'area dell'euro, dando priorità al sostegno dei sistemi di sanità pubblica e di protezione sociale senza condizionamenti macroeconomici, ossia il Mes 'light' proposto dai socialdemocratici tedeschi, con 200 miliardi di budget.

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C'è poi l'attivazione dei finanziamenti della Banca europea per gli investimenti, che ha messo già a disposizione 200 miliardi per le piccole imprese e i servizi pubblici, in particolare i sistemi sanitari. Anche in questo caso i sindacati chiedono che non vi siano condizioni che possano complicare la ripresa sul lungo termine dei Paesi più a rischio instabilità. In totale, i sindacati chiedono 500 miliardi di "prestiti agli Stati membri", con interessi "pari a zero o negativi" e con "un rimborso a lungo termine". Queste politiche, spiegano sempre i sindacati, "sono necessarie per far fronte alle conseguenze immediate della crisi, ma uno strumento di debito comune per l'emissione di Eurobond sarà cruciale per garantire la ripresa a medio termine", concludono i sindacati europei. 
 

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