Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

Porte aperte ai migranti, ma solo se altamente qualificati: intesa tra i Paesi Ue sulla nuova Blue Card

Stati membri e istituzioni europee hanno raggiunto un accordo per faciltare l'ingresso dei lavoratori stranieri con alta formazione. Secondo uno studio, "il 40% dei datori di lavoro trova difficoltà a reperire persone dotate delle competenze di cui necessita per crescere e innovare"

Secondo l'Ocse, circa 80 milioni di lavoratori in Europa fanno un lavoro per il quale non sono qualificati. E uno studio di Eurochambers, la lobby della camere di commercio dell'Ue, ha rivelato che almeno "il 40% dei datori di lavoro europei trova difficoltà a reperire persone dotate delle competenze di cui necessita per crescere e innovare". Va inserito in questo quadro l'accordo raggiunto oggi tra Stati membri, Commissione e Parlamento Ue per la riforma della Blue card, ossia delle regole che governano l'ingresso di lavoratori dai Paesi extra Ue. Una riforma che, stando a quanto rende noto Bruxelles, dovrebbe abbattere ostacoli burocratici e dare più garanzie  a tutti quei professionisti altamente qualificati che i datori europei cercano, per un motivo o per l'altro, al di fuori dell'Unione. 

"L'accordo di oggi offre all'Ue un programma di migrazione legale moderno e mirato che ci consentirà di rispondere alle carenze di competenze e rendere più facile per i professionisti altamente qualificati entrare a far parte della nostra forza lavoro", ha affermato il vicepresidente della Commissione Ue Margaritis Schinas. L'intesa sembra tenere in considerazione le principali richieste dei datori di lavoro, mentre il Parlamento europeo tiene a sottolineare il miglioramento delle condizioni contrattuali e famigliari dei lavoratori rispetto a quelle esistenti. 

Ma vediamo le principali novità.  

Requisiti flessibili 

Per ottenere la Blue card, ossia il permesso di soggiorno per fini lavoratori, le attuali norme prevedono che lo stipendio del lavoratore extra Ue sia "almeno" il 150% inferiore rispetto al salario lordo medio dello Stato in cui si va a lavorare. La nuova soglia è del 100%, con un ribasso massimo del 160%. Inoltre, la durata minima del contratto sarà ridotta a 6 mesi contro i 12 attuali. In altre parole, la nuova Blue card potrebbe richiedere ai datori di offrire stipendi più alti, ma darà loro anche la possibilità di offire contratti di più breve durata. 

Qualifiche ed equivalenza delle competenze 

Uno degli ostacoli maggiori per i lavoratori extra Ue è spesso il riconoscimento delle competenze professionali. L'accordo prevede di facilitare tale riconoscimento, ma esclusivamente "per le professioni nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione". Potranno presentare domanda "anche i candidati con esperienza professionale equivalente a un titolo di istruzione superiore in alcuni settori specifici", aggiunge la Commissione.

Maggiore flessibilità per cambiare lavoro

Tra le lamentele dei datori di lavoro ci sono i cosiddetti "labour market test", che in italiano è tradotto con "analisi del mercato del lavoro". In sostanza, in diversi Paesi Ue, il datore che vuole assumere un lavoratore extra Ue deve prima dimostrare che per quella determinata posizione non è riuscito a trovare un lavoratore all'interno del mercato del lavoro europeo. Questo per evitare fenomeni di dumping sociale. L'accordo sulla nuova Blue card mantiene questa previsione, ma rende più facile il cambio di mansione o di datore per il lavoratore che ha già il permesso di soggiorno: durante i primi 12 mesi, tale cambio richiederà solo un nuovo test senza l'obbligo di notifica alle autorità nazionali competenti. Tale obbligo scatterà dopo il primo anno di soggiorno.

Altre novità 

I rifugiati altamente qualificati potranno richiedere il permesso di soggiorno lavorativo. Inoltre, sono previste norme più semplici per il ricongiungimento famigliare: i familiari dei titolari della Blue card potranno ottenere il permesso di soggiorno e accedere al mercato del lavoro dell'Ue. Per loro è prevista anche la possibilità di spostarsi con più facilità in un secondo Stato membro dopo 12 mesi dall'arrivo nell'Ue. Saranno presi in considerazione anche i periodi di lavoro trascorsi in diversi Stati membri, facilitando l'accesso allo status di residente di lungo periodo nell'Ue.

Secondo gli ultimi dati della Commissione, nel 2018 nell'Ue sono stati rilasciate circa 30mila Blue card. Di queste, ben 26mila nella sola Germania.

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