Niente intesa a Bruxelles, la riforma del Mes slitta a dopo le elezioni in Emilia Romagna

I governi del Paesi della zona euro sono ancora divisi sui dettagli tecnici della ristrutturazione delle obbligazioni

Nessun accordo sulla riforma del Mes e così le modifiche al fondo di salvataggio della zona euro rimarrà congelata almeno fino a marzo, il che significa dopo le elezioni in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio, che potrebbero segnare anche un cambio nel panorama politico italiano.

La questione obbligazioni

Secondo quanto riferito da un alto funzionario comunitario alla Reuters i governi sono ancora divisi sui dettagli tecnici sulla ristrutturazione delle obbligazioni. La riforma, che avrebbe consentito al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) di svolgere un ruolo nei futuri soccorsi delle banche fallite, doveva essere adottata lo scorso dicembre, ma le obiezioni dell'ultimo minuto del governo presieduto da Giuseppe Conte hanno costretto un ritardo. Allora, il capo dell'Eurogruppo dei ministri delle finanze della zona euro, Mario Centeno, ha dichiarato che un accordo era possibile a gennaio, dopo aver riconosciuto che era necessario più tempo. Ma ora l'accordo è stato respinto.

Soluzione a marzo

“Dobbiamo fare un po' di lavoro tecnico. Avremo una soluzione a marzo", ha detto il funzionario senior della zona euro, escludendo un accordo alla riunione mensile dei ministri delle finanze dei Paesi con la moneta unica della prossima settimana. Centeno aveva anche affermato che la scadenza per la firma dell'accordo, dopo un precedente accordo politico, era marzo. Tale programma potrebbe ancora essere rispettato se i ministri trovassero un compromesso entro allora.

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La riduzione dei rischi

Tra le modifiche incluse nella riforma del Mes vi sono clausole intese a ridurre il rischio che gli investitori resistano a una ristrutturazione del debito sovrano. L'Italia fortemente indebitata ha bloccato l'adozione della riforma a dicembre, per timore che le nuove clausole di azione collettiva potrebbero rendere più probabile la ristrutturazione del debito e, di conseguenza, aumentare i costi di servizio del debito. Le obiezioni sono state sollevate nonostante un accordo preliminare raggiunto dai ministri delle finanze della zona euro sulla questione a giugno. Il funzionario comunitario si è detto fiducioso di un compromesso a marzo e ha spiegato all'agenzia che la natura giuridica di tali clausole è rimasta l'unica questione aperta sull'intera riforma del Mes. La riforma, che dovrebbe anche essere ratificata dai parlamenti nazionali, rafforzerebbe le riserve finanziarie del blocco.

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