Mes senza austerity, la Commissione Ue prova a convincere l'Olanda (e l'Italia)

Prova di intesa all'Eurogruppo per definire le condizioni di accesso a circa 200 miliardi di prestiti dell'ex fondo salva-Stati. I commissari Gentiloni e Dombrovskis propongono un meccanismo senza clausole punitive e rischi Troika

La cancelliera Angela Merkel e il commissario all'Economia Paolo Gentiloni

Prestiti a lunga scadenza, tassi favorevoli e unica condizionalità che siano usati per le spese sanitarie. Potrebbe essere un Mes senza austerity quello che potrebbe venire fuori dalla riunione dell'Eurogruppo di oggi. Sempre che i ministri delle Finanze dell'Eurozona, in particolare l'olandese Wopke Hoekstra, accettino la proposta della Commissione europea. 

Stando a quanto riporta l'AdnKronos, il vicepresidente Valdis Dombrovskis e il commissario all'Economia Paolo Gentiloni, in una lettera inviata al presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno, hanno proposto che le linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità non contengano quella condizionalità che, per dirla in breve, potrebbero costringere i Paesi che ne fanno uso a un programma di aggiustamento macroeconomico sull'esempio di quanto successo alla Grecia nel recente passato. 

Già nelle settimane scorse, i leader europei si erano trovati d'accordo nel mettere a disposizione degli Stati i fondi del Mes venendo meno a una serie di condizioni di prestito e con l'obiettivo dell'uso esclusivo per la copertura delle spese sanitarie. Ma la prima versione di questa linea di credito, ribattezzata dalla stampa "Mes light" e ufficialmente Pandemic Crisis Support, conteneva ancora il riferimento all'articolo 7 del regolamento 472 del 2013, che è per l'appunto la regola che apre la porta alla Troika (la vigilanza di Commissione, Bce e, se del caso, Fmi) e soprattutto a riforme lacrime e sangue per aggiustare i conti in caso di squilibri. 

"Dato che le condizioni sono strettamente limitate all'uso della linea di credito per sostenere il finanziamento di spese interne connesse direttamente e indirettamente ai costi correlati all'assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione, l'articolo 7 del regolamento 472 del 2013 non si applica", hanno messo nero su bianco Dombrovskis e Gentiloni, che nelle cronache della bolla europea vengono definiti rispettivamente come il 'falco del rigore' e 'l'amico dei Paesi del Sud'. Ma l'intesa tra queste due diverse sensibilità non è detto che trovi conferma all'Eurogruppo. 

Qui ci sarà da vincere la resistenza dell'Olanda, che ha già annunciato di non voler cedere troppo alle richieste volte ad 'ammorbidire' ulteriormente il Mes. A quanto riferiscono fonti vicine ai negoziati in corso tra le cancellerie europee, il governo olandese è preoccupato soprattutto che i prestiti di questa nuova linea del Mes vengano usati per altri tipi di spese rispetto a quelle sanitarie. E pertanto insiste su una vigilanza rafforzata da parte almeno della Commissione sui conti di chi chiede il prestito.

Nella loro lettera, Dombrovskis e Gentiloni propongono invece un monitoraggio "snellito" rispetto a quello delle Eccl, le linee di credito del Mes già esistenti. La sorveglianza "si focalizzerà sull'uso dei fondi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti" e "la Commissione non condurrà alcune missioni ad hoc in loco in aggiunta a quelle standard che hanno luogo regolarmente all'interno del quadro del Semestre europeo". All'Eurogruppo, l'Olanda potrebbe puntare i piedi perché si definiscano nel dettaglio le spese sanitarie "indirette", quelle su cui i falchi olandesi temono giochetti contabili da parte dei Paesi richiesdenti (leggasi Italia, per esempio). Ma per il resto, a Bruxelles sono convinti che la proposta della Commissione potrebbe ottenere la luce verde dell'Eurogruppo.

Convinta l'Olanda, bisognerà capire a cosa sono serviti questi negoziati, visto che al momento sembra che nessun Paese voglia attivare il Mes, anche in forma light. Eppure, la lentezza con cui stanno procedendo le trattative sul Recovery fund e la necessità di avere liquidità immediata, potrebbero spingere l'Italia (e forse anche la Spagna) a richiedere il prestito. "Per l'Italia il Mes corrisponde a circa 36/37 miliardi", ha ribadito Gentiloni, che ha anche indicato una data per il possibile sblocco dei soldi, ossia inizio giugno. A quella data, neanche i prestiti del Sure, il fondo della Commissione che dovrebbe portare a Roma altri 20 miliardi per finanziare gli ammortizzatori sociali, potrebbero essere pronti all'uso. 

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