Cina-Italia, Bruxelles: "Preoccupati, serve potere di veto Ue sui rapporti con Pechino"

Lo ha detto il commissario tedesco Oettinger: "Timori per l'Italia, non sono abbastanza consapevoli degli interessi nazionali ed europei". E domani l'Esecutivo presenterà le raccomandazioni sulla sicurezza delle reti 5G, con Huwaei osservata speciale

Il presidente cinese Xi Jinping durante la visita a Roma

Nei rapporti tra l'Unione europea e la Cina va "preso in considerazione il diritto di veto o l'obbligo del consenso della Commissione europea" sull'acquisizione di infrastrutture degli Stati membri dell'Ue da parte della Repubblica popolare cinese. A dirlo è uno degli esponenti di spicco dell'Esecutivo comunitario, il tedesco Guenther Oettinger. Parole, quelle del commissario al Bilancio, dette in un contesto ben preciso: la firma del memorandum con Pechino con cui l'Italia ha aderito alla Nuova via della seta. 

Timori per l'Italia

A tal riguardo, Oettinger, nel corso di una intervista, si è detto "preoccupato che in Italia e in altri Paesi europei le infrastrutture di importanza strategica, come le reti elettriche, le autostrade o i porti , non siano più in mani europee, ma in mani cinesi". Secondo il commissario , i governi degli Stati membri dell'Ue "non sono abbastanza consapevoli degli interessi nazionali ed europei" quando negoziano con la Cina. 

Il caso Huawei

Intanto, il Financial Times rivela che l'Ue non bandirà Huawei dal mercato europeo nonostante la pressione degli Usa, ma andrà verso un approccio comune di gestione e riduzione del rischio dell'utilizzo della tecnologia cinese nelle reti 5G. Il quotidiano finanziario cita fonti diplomatiche Ue e anticipa quello che dovrebbe essere contenuto nelle raccomandazioni sulla sicurezza delle reti che la Commissione europea annuncerà domani.

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"La tecnologia Huawei è buona ed è economica, il solo problema è che è cinese", ha affermato un diplomatico europeo parlando della posizione dei 28, quindi "l'approccio sarà 'vediamo come in qualche modo possiamo gestire i rischi di sicurezza, questa è chiaramente la direzione verso cui stiamo andando". Bruxelles, scrive l'Ansa, chiederà quindi agli Stati membri di fare una valutazione delle parti delle loro reti più a rischio e come possono essere mitigati i problemi, e i risultati verranno utilizzati per stabilire standard minimi comuni Ue da utilizzare per le aste del 5G. 

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