"Basta austerity, tassare ricchi e multinazionali per combattere la povertà in Europa"

Un piano di imposte da 800 miliardi per quadruplicare l'attuale bilancio Ue e fare fronte al disagio sociale e ai cambiamenti climatici. A proporlo un gruppo di economisti e politici di centrosinistra. Tra cui D'Alema

La marcia per il clima a Bruxelles

Il progressismo europeo riparte da una battaglia storica: la redistribuzione della ricchezza. L’economista francese Thomas Piketty si è fatto promotore, assieme ad oltre 50 esperti di economia, storici ed ex politici, di un manifesto volto a creare “un’Europa più equa”, partendo dalle emergenze più sentite. Il fondo proposto di 800 miliardi di euro servirebbe non solo a combattere le povertà, ma anche ad aiutare gli Stati membri a gestire i flussi migratori e a contrastare il riscaldamento climatico. 

Una risposta di sinistra al malcontento

Tra i primi aderenti al manifesto risulta anche l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che sottoscrive l’appello “sulla creazione di un budget per la democratizzazione che verrebbe discusso e votato da un'Assemblea europea sovrana”. 

Malcontento e disuguaglianze stanno, a detta dei firmatari, spingendo il Continente tra le braccia di “movimenti politici il cui programma è limitato alla caccia agli stranieri e ai rifugiati”. Per dare una risposta più efficace, Piketty mira a quadruplicare i fondi gestiti dall’Unione europea per destinarne il 50% agli Stati membri in proporzione alla popolazione. Il resto del budget sarebbe da utilizzare per lo sviluppo, ricerca, tecnologie verdi e gestione dei migranti. 

Colpire i ricchi e chi inquina

I firmatari chiedono all’Europa di mettere le mani nelle tasche delle grandi imprese con un’aliquota unica continentale al 37%. Si chiede inoltre una patrimoniale di 1% per i capitali superiori al milione di euro e del 2% per i patrimoni che superano i 5 milioni. La moltiplicazione del budget europeo sarebbe ultimata con un’aliquota superiore da applicarsi agli individui con reddito superiore ai 100mila euro e con una tassa di 30 euro per ogni tonnellata di emissioni di carbone. 

“L'Europa deve costruire un modello originale per garantire uno sviluppo sociale equo e duraturo dei propri cittadini”, si legge nel manifesto. Per uscire dalla “impasse tecnocratica”, i firmatari chiedono che ad amministrare il budget siano “i parlamentari nazionali ed europei in un'unica Assemblea”, formata per l’80% dai primi e il 20% dai rappresentanti di Strasburgo in proporzione ai gruppi politici.

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“Invitiamo ogni uomo e ogni donna ad assumersi le proprie responsabilità e a partecipare a una discussione articolata e costruttiva per il futuro dell’Europa”, conclude il manifesto.

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