Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

Decessi per troppo lavoro, allarme Oms: morti aumentate del 30 per cento in 16 anni

Superare la soglia delle 55 ore in servizio alla settimana accresce il rischio di ictus e cardiopatie. Una condizione che ormai colpisce un lavoratore su dieci

I datori di lavoro devono garantire che l’orario di servizio dei loro dipendenti non superi le 55 ore settimanali se non vogliono mettere a rischio la salute e la vita stessa dei lavoratori. L’appello arriva dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, alla luce delle 745mila morti rilevate nel 2016 per malattie connesse all’eccesso di ore trascorse dietro a una scrivania o in fabbrica o in qualunque altra sede di servizio. Il dato emerge da uno studio condotto assieme all’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) dal quale emerge un aumento del 29% dal 2000 al 2016 dei decessi dovuti a ictus o cardiopatia ischemica causati dall’eccesso di ore trascorse in servizio. 

L'allarme

L’analisi, pubblicata sulla rivista Environment International, non tiene conto del periodo della pandemia che “potrebbe alimentare la tendenza verso un aumento dell'orario di lavoro”, ha avvertito l’Oms. I risultati mettono in evidenza che la maggior parte delle vittime (72%) erano uomini di mezza età o anziani. I più colpiti sono i lavoratori che vivono in Cina, Giappone, Australia e nel sud-est asiatico. La maggior parte dei decessi registrati negli anni presi in esame hanno colpito persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni e che avevano lavorato per almeno 55 ore alla settimana per diversi anni. Chi lavora troppo, conclude lo studio, ha una probabilità del 35% superiore di incorrere in un ictus e del 17% in più di morire per cardiopatia ischemica.

Una persona su dieci lavora troppo

Il numero di persone che lavorano oltre la soglia di rischio, secondo lo studio condotto attingendo ai dati di 194 Paesi, è in costante aumento e attualmente si attesta al 9% della popolazione totale a livello globale. Una tendenza che accresce il rischio di disabilità lavorativa e morte prematura. “Lavorare dalle 55 ore in su a settimana comporta un grave rischio per la salute”, è l’allarme lanciato dalla dottoressa Maria Neira, direttrice del dipartimento per l'ambiente, i cambiamenti climatici e la salute presso l'Oms. “È ora che tutti noi, Governi, datori di lavoro e dipendenti ci rendiamo conto che orari di lavoro prolungati possono portare a una morte prematura”, ha sottolineato l’esperta.

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