M5s a Ue: "Il Fondo sociale europeo per finanziare il reddito di cittadinanza". Pd: "Solo propaganda"

Il vicepresidente del Parlamento di Strasburgo, il pentastellato Castaldo, chiede che il 20% del Fse sia usato per la misura più importante del programma elettorale 5 stelle. Ma i dem Benifei e Gentile attaccano: "Le risorse di 7 anni non basterebbero a coprire un anno di spesa"

L'eurodeputato M5s Fabio Massimo Castaldo

Utilizzare il 20% del Fondo sociale europeo per finanziare il reddito di cittadinanza. La proposta arriva dal vicepresidente del Parlamento Ue, il 5 stelle Fabio Massimo Castaldo. Ma dal Pd arriva subito l'attacco: "Si tratta solo di propaganda", dicono i dem Brando Benifei e Elena Gentile, colleghi di Castaldo nell'aula di Strasburgo. 

La proposta M5s

Ma andiamo per ordine. A scatenare la reazione del Pd è stata un'intervista dell'esponente pentastellato al sito web Formiche: “I cittadini chiedono che l’Europa si interessi maggiormente di economia reale e diritti sociali e meno di banche e spread - ha premesso Castaldo - Lo scorso 6 ottobre il Parlamento europeo ha approvato il rapporto della mia collega Laura Agea in cui si chiede la possibilità di utilizzare il 20% dello stanziamento del Fondo sociale europeo per finanziare il reddito di cittadinanza. Anche in Italia. Metteremo sui tavoli che contano questa proposta, avanzata dall’unica istituzione europea democraticamente eletta. La lotta alla povertà e all’esclusione sociale deve essere una priorità assoluta”, ha concluso il vicepresidente.

La replica del Pd

A stretto giro di posta è arrivata la replica del Pd: “Non ha freno l’opera di falsificazione della realtà da parte dei pentastellati, che continuano con dichiarazioni da campagna elettorale, quando sarebbe il caso cominciassero a pensare al governo del Paese", dicono Benifei e Elena Gentile, membri della commissione Occupazione e affari sociali a Strasburgo. “I conti non tornano - proseguono - Basti pensare che per finanziare il reddito di cittadinanza sarebbero necessari 17 miliardi di spesa annua, e anche pensando di utilizzare per tale scopo la totalità della quota nazionale del Fondo per i sette anni di programmazione, inclusa la quota di cofinanziamento nazionale, le risorse non basterebbero a coprire un solo anno di tale misura". A oggi, l'Europa destina all'Italia 10,5 miliardi in 7 anni per il Fondo sociale europeo, una media di 1,5 per anno. 

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La relazione Agea

I due eurodeputati Pd contestano anche la relazione Agea citata da Castaldo: "L'abbiamo votata anche noi ed è un testo non legislativo che non riguarda affatto la proposta di reddito di cittadinanza, ma misure volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà. Segnaliamo ancora una volta che in Italia tale misura esiste già, e si chiama Reddito di inclusione, introdotta su iniziativa del Partito democratico. Segnaliamo inoltre che il Fondo sociale europeo integra già il fondo nazionale per la lotta alla povertà, tramite il Programma operativo nazionale (PON) inclusione. Il neoministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio si accorgerà presto di tutto questo, e dell’importanza delle politiche europee per il nostro Paese, nonostante le comode posizioni antieuropeiste predicate in questi anni", concludono.

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