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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Lavoro Regno Unito

Londra non recupera, a un anno dalla Brexit Amsterdam resta la capitale europea della finanza

La City punta a recuperare lo scettro perso dopo il divorzio e il governo ha messo in campo varie iniziative, ma non ci è ancora riuscita

Quando nel febbraio scorso Londra perse lo scettro di capitale europea della finanza, a un mese dalla Brexit, sperava fosse solo un problema di assestamento. Adesso dopo un anno dal divorzio la capitale britannica non sembra essere riuscita a riconquistare il podio, e il primato di principale sede di scambio di azioni in Europa per il 2021 è rimasto ad Amsterdam.

Come ricorda la Reuters il trading di azioni denominate in euro da parte degli investitori dell'Ue ha dovuto interrompersi in Gran Bretagna quando il Paese ha lasciato l'Unione Europea il 31 dicembre 2020. Gran parte del trading è passato alla capitale olandese, dove ha sede il pan-europeo Euronext, così come Cboe Global Markets e Turquoise del London Stock Exchange Group (LSEG). Un accordo con la Svizzera per consentire la ripresa del commercio di azioni della confederazione a Londra ha aiutato la City a recuperare il terreno perduto, ma non è stato sufficiente per assicurarsi il primo posto visto che altre iniziative pensate per il lungo termine non hanno avuto successo immediato.

La Gran Bretagna ad agosto ha reso più facile la quotazione di società di acquisizione per scopi speciali o Spac, a lungo i beniamini degli investitori di Wall Street, ma a novembre solo una era quotata. Euronext ha dichiarato di avere 22 nuove quotazioni SPAC, che rappresentano quasi la metà di tutte quelle che sono arrivate sul mercato in Europa lo scorso anno. I dati di Cboe Global Markets di giovedì mostrano che la media giornaliera degli scambi ad Amsterdam il mese scorso è stata di 8,97 miliardi di euro, davanti agli 8,32 miliardi di euro di Londra.

Amsterdam aveva superato Londra come sede di scambio di azioni subito dopo la Brexit, ma la città britannica era riuscita a tornare in vantaggio a giugno. Ora il ministero delle finanze britannico sta subendo le pressioni del settore finanziario affinché acceleri gli sforzi per rafforzare la competitività del mercato dei capitali della nazione.

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