Sabato, 24 Luglio 2021
Lavoro

Da Bayer a Danone, come le lobby stanno bloccando la direttiva Ue anti-sfruttamento

Un provvedimento in discussione a Bruxelles mira a rendere le aziende responsabili dei diritti umani e ambientali anche nella catena di approvvigionamento, ma secondo un dossier della Ong Corporate Europe Observatory in tanti stanno lavorando per ammorbidirlo

Sfruttamento del lavoro minorile in Pakistan - foto Ansa EPA/BILAWAL ARBAB

Le grandi multinazionali stanno facendo pressioni a Bruxelles affinché l'Unione europea non approvi una direttiva troppo stringente per assicurare che le aziende che commerciano nel blocco siano responsabili dei diritti umani e degli abusi ambientali non solo nelle proprie attività, ma anche in quelle delle imprese da cui si riforniscono o con cui collaborano. Multinazionali come la Danone o la Bayer avrebbero mandato i proprio lobbisti all'assalto delle istituzioni comunitarie per fare in modo che un testo in tal senso non copra le catene di approvvigionamento globali ma si limiti al massimo al primo livello, cioè solo ai fornitori immediati, piuttosto che quelli più a valle, e per eliminare le misure che migliorerebbero l'accesso alla giustizia per le vittime.

Queste accuse sono contenute nel dossier “Off the Hook”, della Corporate Europe Observatory, una Ong che si occupa di trasparenza nell'attività di lobby in Europa. Come ricorda Politico la Commissione europea avrebbe dovuto lanciare la sua proposta sulle nuove regole di due diligence per le aziende a giugno, per fermare i legami delle aziende dell'Ue con pratiche come il lavoro forzato cinese nella regione occidentale dello Xinjiang e i bambini lavoratori nella raccolta del cacao, ma la proposta è stata congelata almeno fino all'autunno. Inoltre il dossier non è più appannaggio esclusivo del commissario per la giustizia Didier Reynders, ma sarà ora condiviso con quello per il Mercato interno Thierry Breton, un ex dirigente in diversi importanti consigli di amministrazione francesi. Grazie a una richiesta fatta sotto la legge sulla Libertà di informazione, la Ceo ha potuto visionare diversi documenti sull'attività di lobby della Dg Giustizia.

Il pacchetto della Commissione non copre solo gli abusi nelle catene di approvvigionamento, ma anche le regole di governo societario sui doveri dei direttori del consiglio di amministrazione. Le principali aziende e i paesi nordici non gradivano l'interferenza nei consigli di amministrazione, mentre le piccole e medie imprese temevano che l'onere amministrativo del monitoraggio delle catene di approvvigionamento sarebbe stato troppo grande. Innanzitutto il dossier punta il dito contro BusinessEurope, la Confindustria euro, ricordando che nel luglio 2020 ha avvertito la Commissione che una nuova legge in materia "potrebbe avere impatti negativi e indesiderati", ma anche "compromettere pratiche aziendali significative e di successo", nonché "smorzare gli investimenti nei Paesi terzi". Dai documenti ottenuti risulterebbero diversi interventi in cui la confederazione chiede anche una clausola per proteggere le aziende da cause legali, nel caso in cui le eventuali violazioni dei diritti umani non siano loro diretta responsabilità ma delle imprese a cui si affidano nella catena di approvvigionamento.

Ma sono tanti i casi citati dagli attivisti. Tra questi la Ong ricorda che il gigante agrochimico tedesco Bayer, ha sponsorizzato un dibattito organizzato da Politico sull'argomento nell'ottobre 2020. All'evento il capo di Bayer ha sottolineato che i "fornitori di primo livello" sono quelli su cui le aziende hanno influenza e ha sostenuto che l'Ue non dovrebbe rendere il quadro troppo ampio, ma rimanere concentrato su diritti umani “piuttosto che giocherellare” e mettere altre cose. Il riferimento per la Ong è alle questioni ambientali, essendo produttore di pesticidi ritenuti nocivi per le api e quindi per la biodiversità. La Danone invece è accusata dal dossier di voler ostacolare la 'due diligence' obbligatoria in materia di ambiente e diritti umani in quanto “il costo dei danni ambientali (gas serra, inquinanti atmosferici, consumo di acqua e rifiuti) legati alla sua catena di approvvigionamento è aumentato notevolmente tra il 2015 e il 2018”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Da Bayer a Danone, come le lobby stanno bloccando la direttiva Ue anti-sfruttamento

Today è in caricamento