Dai titoli tossici alla Bce, lo spagnolo De Guindos vince la corsa per il posto di vice-Draghi

L'irlandese Philip Lane si ritira prima della decisione dell'Eurogruppo. L'ex direttore di Lehman Brothers è il primo ministro a entrare nel board di Francoforte. Lo fa portandosi dietro la sue rete di contatti ma anche un passato non proprio limpido

Luis De Guindos a colloquio con Pier Carlo Padoan / European council

Ancor prima del fischio d'inizio, Luis De Guindos, ministro dell'economia spagnolo, vince la partita per la vicepresidenza della Banca centrale europea. Il suo avversario, il governatore della banca d'Irlanda Philip Lane, ha gettato la spugna poco prima che i ministri dell'Eurogruppo iniziassero a discutere su chi nominare vice-Draghi al posto dello spagnolo Victor Constancio, che abbandona Francoforte a fine maggio. 

La ritirata del candidato irlandese

La ritirata di Lane è stata annunciata dal suo ministro irlandese dell'economia Paschal Donohoe, arrivando a Bruxelles: "è meglio" che la decisione dell'Eurogruppo sia presa "per consenso" e non attraverso un voto, ha affermato Donohoe, conscio del mancato appoggio delle capitali che contano sul suo uomo.

L'Italia contro per lo sgarbo spagnolo sull'EMA

Germania e Francia erano già da tempo dalla parte di De Guindos, l'Italia invece era contraria, sia per questioni di merito, lo spagnolo è il primo ministro a fare il salto nel board della Bce, una prima volta che rischia di mettere in dubbio l'indipendenza, anche formale, della più potente istituzione europea. 

L'altra ragione del no del governo Gentiloni è legata al 'tradimento' subito sull'Ema, con Madrid che votata Amsterdam e non Milano, aprendo, con il suo voto decisivo per il pareggio, una ferita ancora aperta in Italia. Con la ritirata di Lane, Roma è rimasta con il cerino in mano.

Ma a preferire l'irlandese a De Guindos erano anche la stessa Bce ed il Parlamento europeo, due pareri influenti ma non accolti dall'Eurogruppo. Come ha affermato il suo presidente, il portoghese Centeno, "De Guindos è rimasto l'unico candidato". Il passo indietro di Lane potrebbe però essere più che altro una ritirata tattica, con l'irlandese che punta comunque alla poltrona di economista capo ad Eurotower, posto attualmente in mano del belga Peter Praet. 

I favori dello spagnolo a Germania e Francia

Tornando a De Guindos, lo spagnolo raccoglie oggi il frutto di anni di favori fatti e promessi in particolare a Berlino (è stato un fedelissimo del falco Schauble e Madrid ha promesso alla Merkel l'appoggio al candidato tedesco per la Presidenza della Bce che verrà decisa nei prossimi mesi) e a Paridi (Rajoy ha votato per l'Autorità bancaria europea a Parigi). Un gioco che ha messo fine a 5 anni senza spagnoli in posti chiave nella Ue, il problema è se questo - come accusano i socialisti del Parlamento Ue - è veramente lo spagnolo buono per il posto giusto.  

Il crack Lehman Brothers non lo macchia

De Guindos, 58 anni da poco compiuti, studi in scuole cattoliche e in odor di Opus Dei, ha fatto prima fortuna nell'amministrazione pubblica sotto le ali di Rodrigo Rato, l'ex direttore del FMI finito inquisito per il crack di Bankia, e, quindi, nel settore privato, in una società dal nome sinistro: Lehman Brothers. 

Era lui a dirigere le filiali della banca americana in Spagna e Portogallo. La bancarotta di Lehman Brothers ha colpito migliaia di investitori spagnoli e portoghesi, per lo più privati, per un ammontare globale di circa 1.000 milioni di euro. Un punto del curriculum che invece di portarlo ai margini dell'establishment economico lo proietta, dopo un passaggio a PriceWatherhouse, al dicastero dell'economia fin dal primo governo Rajoy del 2011. 

I salvataggi della banche, con i soldi dei contribuenti

E da ministro ha fatto di tutto per salvare le banche spagnole. Secondo la Corte dei conti le risorse totali impegnate nella ristrutturazione del settore ammontano a oltre 122 miliardi di euro, tutti a spese dei contribuenti. Di questi, 60 miliardi corrispondono ai contributi al capitale delle banche soccorse. 

Conflitto di interessi e nepotismo

Accusato di diversi conflitti di interesse, figli dei suoi multipli interessi nel settore privato, non ha potuto partecipare a diverse decisioni prese dal Consiglio dei Ministri sui salvataggi. Oltra accusa, quella di nepotismo, in particolare verso le nipoti Leticia e Beatriz. La prima balzò da un lavoro di veterinario a Toledo ad uno all'ambasciata spagnola a Washington, raggiungendo la sorella Beatriz de Guindos Talavera, a Washington come direttore esecutivo supplente della Banca Mondiale. Prima di arrivare a Washington, Beatriz era stata nominata direttore alla Concorrenza presso la Commissione nazionale dei mercati e della concorrenza, ma per poco tempo, lo scandalo susseguito alla nomina la portarono alle dimissioni. 

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