Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

I rider spagnoli saranno i primi in Ue a essere assunti come dipendenti. Ma tra loro c'è chi protesta

Il governo di Madrid ha trovato l'accordo con le parti sociali: basta 'falsi autonomi' e trasparenza sugli algoritmi. Ma alcuni sindacati di fattorini annunciano battaglia: "Non ascoltato chi vuole restare indipendente, legge lascerà per strada molte persone"

In Spagna, i rider non saranno più considerati come lavoratori autonomi, ma dipendenti a tutti gli effetti. Il governo spagnolo ha infatti firmato un accordo con i sindacati per varare una legge che i lavoratori che consegnano pasti a domicilio per piattaforme come Deliveroo o UberEats legalmente riconosciuti come personale salariato. Si tratta di una novità non solo per il Paese iberico, ma per tutta l'Ue, visto che nessun paese europeo dispone attualmente di una legislazione del genere. I rider sono considerati lavoratori autonomi in Italia, Regno Unito e Francia.

L'accordo

L'annuncio dell'accordo è stato dato dalla ministra del Lavoro, Yolanda Diaz: i rider "ora sono considerati lavoratori dipendenti e godranno di tutte le tutele pertinenti", ha detto in un discorso alla tv il ministro del Lavoro, sottolineando che la Spagna è stata "il primo paese dell'Unione europea a legiferare in materia". L'accordo concluso tra governo, sindacati e datori di lavoro, scrive l'Agi, consiste nell'includere nel codice del lavoro i rider, riconoscendo "la presunzione di retribuzione per i lavoratori che forniscono servizi di consegna remunerati tramite società che svolgono tale compito grazie ad un algoritmo che gestisce il servizio o le condizioni di lavoro, attraverso una piattaforma digitale", si legge in un comunicato del ministero. "Ho detto molte volte che un lavoratore che percorre le nostre strade con un'app non è un imprenditore", ha sottolineato il ministro Diaz. D'ora in poi, ha aggiunto, "migliaia di lavoratori saranno dipendenti, avranno i contributi pagati e avranno diritto a tutte le tutele sociali che non hanno oggi".

Trasparenza sugli algoritmi

Una volta entrata in vigore la nuova normativa, le aziende interessate, come Deliveroo o Glovo, avranno 3 mesi di tempo per adattarsi. La novità più importante include l'obbligo per le aziende di informare i rappresentanti dei lavoratori dei parametri, delle regole e delle istruzioni "su cui si basano gli algoritmi o i sistemi di intelligenza artificiale che influiscono sul processo decisionale che possono influenzare le condizioni di lavoro, l'accesso e il mantenimento dell'occupazione, compresa la profilazione". La regolamentazione degli algoritmi utilizzati dalle piattaforme digitali è una richiesta inclusa nell'ultimo rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite (Ilo), ricorda l'agenzia Nova. Le conseguenze sui lavoratori dell'uso di questi strumenti è, infatti, un problema crescente a causa delle valutazioni sul loro operato, l'assegnazione del lavoro o le decisioni di assumere o meno. 

La protesta 

La legge, la prima in Europa di questo tipo, dovrà passare adesso dal Parlamento. E alcune organizzazioni di rider hanno già annunciato battaglia in occasione del passaggio parlamentare. Non a tutti i lavoratori del settore, infatti, è piaciuto l'accordo raggiunto da governo e parti sociali. I tre sindacati del settore Apra, Repartitores Unidos e Asoriders sostengono da tempo che la legge rischia di colpire coloro che preferiscono restare autonomi. "Siamo stati ignorati dal governo, nonostante rappresentiamo oltre 2mila rider", dicono all'unisono. Questa legge "lascerà molti fattorini senza lavoro", continuano, perché "chi è veramente un lavoratore autonomo e ha più lavori, chi lo abbina a un altro progetto di vita o famigliare, chi lo ha utilizzato per entrare nel mercato del lavoro perché ovunque gli hanno detto 'no', chi è appena arrivato nel Paese, per tutti questi ci saranno d'ora in poi porte chiuse". 

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