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Lavoratori autonomi: uno su due non è felice di essere un libero professionista

I dati Eurostat mostrano una spaccatura netta sulla questione. In Svezia, Malta e Danimarca una netta maggioranza è soddisfatta della condizione occupazionale. In Italia, il 47% è scontento

Essere liberisti professionisti? Un qualcosa che si ama o si odia. Il mondo dei lavoratori autonomi è tutt’altro che compatto sulla considerazione della loro condizione ed è, al contrario, diviso praticamente in due. Dai dati diffusi da Eurostat emerge che il 48% si dice soddisfatto di essere ‘autonomo’, a fronte di un 52% che non la pensa così. In termini assoluti sono all’incirca 16 milioni di europei, tra i 33 milioni di lavoratori non dipendenti dell’Ue, a gradire il loro modo di lavorare.

Svezia, Malta e Danimarca i Paesi che più di ogni altro producono all’insegna della cultura dei liberi professionisti. In questi tre Stati membri otto lavoratori autonomi su dieci (83%, 82% e 81% rispettivamente) amano la loro condizione. Diversa l’opinione di romeni, ciprioti e portoghesi, i meno contenti della loro posizione lavorativa.

Divisi anche gli italiani. La maggioranza di loro si esprime in termini positivi rispetto alla condizione di lavoratore autonomo, ma anche nella Penisola si è sostanzialmente divisi: 53% approva il modello, il 47% non ce la fa. Ma del resto la media Ue dice proprio questo: al netto dei pro e dei contro, il lavoro autonomo o si ama o si odia.

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