I lavoratori italiani hanno perso 3.554 euro a testa in busta paga rispetto agli anni '90. Il doppio della media Ue

I dati della Commissione europea. Solo in Repubblica ceca fanno peggio di noi. La denuncia dei sindacati: “I ricchi stanno diventando sempre più ricchi a spese di chi lavora per vivere”

ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

In Italia nel 2017 i lavoratori full e part time hanno guadagnato in media 3.354 euro in meno in termini di potere d'acquisto rispetto ai primi anni Novanta. E' quanto emerge dalle serie storiche del database della Commissione Ue per gli Affari economici e finanziari. Che evidenziano come l'impoverimento dei lavoratori italiani sia stato il doppio rispetto alla media europea. 

In un quarto di secolo, infatti, l'ammontare dei salari degli europei è passato dal 66% del Pil di inizio anni '90 al 63% del 2017 (nello stesso anno in Italia la quota è del 60%).  Secondo i calcoli della Commissione, si tratta di una perdita di 1.764 euro per ogni lavoratore Ue. 

I più colpiti dalla riduzione dei salari sono stati i lavoratori della Repubblica Ceca (4.107 euro), seguiti da quelli italiani. Dietro di noi, la Spagna (2.806 euro), la Polonia (2.777 euro), la Germania (2.169 euro), l'Ungheria (2.122 euro) e il Portogallo (1.890 euro). 

“I ricchi stanno diventando sempre più ricchi a spese di chi lavora per vivere - afferma Esther Lynch, segretario confederale della Ces, la Confederazione europea dei sindacati - I sindacati devono chiedere aumenti salariali per ridurre le diseguaglianze e favorire la crescita. I ricchi mettono i loro soldi nelle banche. I lavoratori spendono i loro stipendi in beni e servizi, il che crea occupazione e ricchezza.Il problema non è quindi il costo del lavoro, ma il costo del capitale, le cifre pagate agli azionisti". 

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