Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

In Europa 2,7 milioni di lavoratori non possono permettersi i riscaldamenti. Quasi un terzo si trova in Italia

La denuncia del Ces, la confederazione dei sindacati europei: la situazione potrebbe peggiorare a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia

Ben 2,7 milioni di lavoratori in tutta l'Unione europea non possono permettersi il riscaldamento a causa dei loro bassi salari e del costo sempre più alto delle bollette. L'Italia è di gran lunga il Paese Ue con il maggior numero di "poor worker". È quanto denuncia uno studio commissionato dal Ces, la confederazione europea dei sindacati.

Ogni anno, milioni di famiglie si trovano nella situazione di dover scegliere “tra il riscaldamento della loro casa o il nutrimento adeguato delle loro famiglie o il pagamento dell'affitto” spiega Esther Lynch, segretaria generale del Ces, aggiungendo che questo fatto rappresenta la “la negazione stessa del principio del salario minimo”.

I dati

Circa il 15 per cento dei lavoratori europei non è in grado di pagare il riscaldamento pur lavorando a tempo pieno. Guardando ai numeri assoluti, si tratta di 2,7 milioni di persone. Quasi un terzo di loro, 833mila lavoratori, vive in Italia. Seguono la Spagna, con 390mila poor worker, la Francia (300mila) e la Germania (237mila). 

Guardando invece alla percentuale di lavoratori poveri sul totale, svetta Cipro con il 45 per cento, seguita da Bulgaria, Lituania, Portogallo e Grecia. Anche in termini relativi il dato italiano è preoccupante: ben il 26,4 per cento dei salariati non può permettersi il riscaldamento.

La situazione si è molto deteriorata dal 2009 a questa parte: nel nostro Paese, per esempio, nell’ultimo decennio la percentuale di lavoratori che non possono permettersi il riscaldamento è aumentata di oltre 5 punti percentuali. Inoltre, i dati dello studio si riferiscono solo a quei lavoratori che guadagnano meno del 60% del reddito equivalente medio nazionale. Non includono coloro che guadagnano al di sotto del 50% del salario medio nazionale, il che potrebbe aver sottostimato il numero di lavoratori poveri.

Le richieste dei sindacati

La situazione, avvertono gli esperti, potrebbe ulteriormente precipitare a causa dell’aumento delle bollette invernali causato dell’impennata globale dei prezzi all'ingrosso di elettricità e gas. I sindacati chiedono che l’Ue intervenga urgentemente. Per prima cosa, il Ces chiede di introdurre nella legislazione europea una “soglia di decenza” per i salari minimi. Attualmente, il salario minimo legale in 20 Stati su 27 non raggiunge questa “soglia di decenza”. In secondo luogo, i sindacati chiedono un allargamento della contrattazione collettiva.

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