Martedì, 3 Agosto 2021
Lavoro

La crisi morde anche in Germania: un'azienda su cinque teme di chiudere

Le più a rischio sono le agenzie di viaggio, gli alberghi e i ristoranti ma anche nel settore dei servizi c'è paura. L'Ifo: "Potremmo assistere a un'ondata di insolvenze nei prossimi mesi"

Il giardino di un pub vuoto a causa del coronavirus - foto Ansa EPA/LUKAS BARTH-TUTTAS

La Germania di Angela Merkel è sicuramente in Europa il Paese che meglio di tutti ha retto l'impatto della pandemia di coronavirus, sia dal punto di vista dei contagi che da quello economico.

Il sondaggio

Ma neanche la locomotiva europea è riuscita a evitare del tutto l'impatto della crisi e adessi più di un quinto delle sue aziende ritengono che la propria sopravvivenza sia a rischio. È il risultato di un sondaggio effettuato dall'istituto tedesco per la ricerca economica Ifo secondo cui a giugno il 21% delle aziende intervistate ha risposto che gli effetti negativi della crisi del coronavirus hanno messo in pericolo la possibilità di continuare la propria attività. "Potremmo assistere a un'ondata di insolvenze nei prossimi mesi", afferma il ricercatore Stefan Sauer. I più colpiti, spiega l'Ifo, sono i fornitori di servizi, il 27% dei quali si è classificato a rischio. Il dato è del 18% nel commercio, del 17% nell'industria e solo del 2% nelle costruzioni.

I più a rischio

I più alti livelli di insicurezza sono stati avvertiti da agenzie di viaggio e tour operator (85%), hotel (76%) e ristoranti (67%). Inoltre, il 55% di coloro che lavorano nel settore creativo, artistico e dello spettacolo ha ritenuto che la sopravvivenza della propria attività sia minacciata. Nell'industria, sono stati principalmente i produttori e i trasformatori di metalli a considerare il loro futuro incerto (53 %). Sono stati seguiti i produttori tessili (38 %), l'industria tipografica (28 %), l'industria dei pellami (27 %), i produttori automobilistici e i loro fornitori (26 %). Nel commercio, i rivenditori sono stati maggiormente colpiti con il 21% di aziende incerte sul fatto di poter sopravvivere. I grossisti hanno avuto un impatto minore, con il 15% che si ritiene a rischio.

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