“L'olio spagnolo il migliore al mondo”. E il consorzio italiano fa causa all'Ue

Sotto accusa una campagna di promozione della Commissione europea in Russia, Cina e India. Chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali e morali 

© European Union , 2011 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Tiziana Fabi

“Olio d'oliva spagnolo, il numero 1 al mondo”. Cosi' recita lo spot della campagna promozionale lanciata dalla Commissione europea con lo scopo di favorire l'export di uno dei prodotti di punta dell'agroalimentare iberico in paesi chiave come la Russia, la Cina e l'India. Un “aiuto alla concorrenza” che non è andata giù ai produttori italiani. Che hanno deciso di “denunciare” l'esecutivo comunitario chiedendo il “risarcimento dei danni patrimoniali e morali” che questa campagna avrebbe causato loro. 

La vicenda

A depositare il ricorso al Tribunale dell'Unione europea è stato il Consorzio di garanzia dell’olio extra vergine di oliva di qualità, che raggruppa operatori olivicoli, produttori, confezionatori e distributori italiani. I fatti risalgono al 2012, quando la Commissione Ue ha attivato un programma di promozione dell’olio di oliva spagnolo, intitolato “Olive oil from Spain – Number 1 Worldwide – world’s most prefered edible oil is here”, per i mercati cinese, russo e indiano, nell’ambito della politica di coesione dell’Unione. Tale programma è stato finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

In contemporanea, il Consorzio aveva attuato due programmi di promozione per l'export dell’olio di oliva proprio in questi tre paesi. Lo aveva fatto grazie a dei fondi Ue, ma, a dispetto dalla campagna pro-Spagna, aveva scelto di promuovere l'olio europeo in generale con spot come “European olive oils – Liveitup – Heart beats of taste” e “Olive segreto di bellezza e salute”.

I primi ricorsi

Un gesto “ecumenico” che, pero', non ha trovato riscontro a Bruxelles: il Consorzio, infatti, ha chiesto già nel 2012 alla Commissione di ritirare la campagna per l'olio spagnolo. Ma l'esecutivo ha risposto picche, non ravvisando nella vicenda in questione alcuna distorsione della concorrenza.

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Nel 2014, il Consorzio ha deciso di presentare al Mediatore europeo una denuncia nei confronti della Commissione per cattiva amministrazione. Ma anche in questo caso la risposta è stata negativa. Da qui, l'ultimo tentativo per ottenere giustizia: il ricorso al Tribunale Ue. La cui prima udienza si è tenuta oggi a Lussemburgo. 

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