Juncker: "Non voglio umiliare l'Italia, ma governo sulla strada sbagliata”

Il presidente della Commissione valuta negativamente l’operato dell'esecutivo Conte e prevede un braccio di ferro prolungato tra Roma e Bruxelles sui conti pubblici. Anche per i prossimi anni

Le relazioni tra il Governo gialloverde e la Commissione europea non sono mai state idilliache. Ma lo scenario che si profila per i prossimi mesi potrebbe farci ricordare le tensioni sulla prima manovra finanziaria del Governo Conte come una gioiosa luna di miele. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è infatti tornato sul tasto dolente della stabilità finanziaria. Secondo l’ex-primo ministro lussemburghese l’Italia “rischia di essere, nei prossimi anni, nella procedura per i disavanzi eccessivi”. In altre parole rischia una multa da Bruxelles per oltre tre miliardi di euro.

Non ci sono precedenti in Europa, le procedure d’infrazione si sono sempre chiuse in un nulla di fatto. Ma stavolta la Commissione sembra voler fare sul serio, dal momento che tutte le previsioni sull’andamento dell’economia italiana, e quindi della stabilità dei conti pubblici tricolore, sono state riviste al ribasso.

Rispondendo alle domande del giornale Politico, Juncker ha precisato di non voler “umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni”. “Ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata”, ha poi sottolineato.

“L'Italia è l'Italia e ha i problemi dell'Italia, diversi dai problemi degli altri Paesi, ma simili sotto certi aspetti - ha aggiunto Juncker - stiamo introducendo queste misure di flessibilità”, ha annunciato. 

Il presidente della Commissione ha poi attaccato: “Ma nessuno in Italia lo sa perché il Governo italiano dà l'impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato”. Insomma, una bocciatura su tutta la linea, dalle misure finanziare al modo di relazionarsi con Bruxelles e coi mercati.

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