Sabato, 24 Luglio 2021
Lavoro

150 miliardi di Iva "persi" ogni anno alle frontiere, Strasburgo dice basta

Il Parlamento europeo propone una riforma per armonizzare il sistema dell'imposta sul valore aggiunto in tutti gli Stati dell'Unione. Ed evitare cosi' le frodi. Un fenomeno che vede l'Italia in testa ai Paesi più colpiti

L’Unione europea perde ogni anno l’equivalente di un intero bilancio comune in evasioni ed elusioni di Iva. Qualcosa come 150 miliardi di euro l’anno se ne vanno per frodi transfrontaliere sull’imposta sul valore aggiunto, tutti soldi che dovrebbero finire nella casse degli Stati membri, e da qui in quelle dell’Unione, ma che invece non vengono mai riscossi perché mai versati.

Nel 2016 sono andati perduti 157,6 miliardi di euro, e lo scorso anno 147,1 miliardi. Tanto. Troppo. E se a livello generale il fenomeno si riduce, in Italia invece cresce. Ben 35,9 i miliardi di euro persi in Italia nel 2017, duecento milioni in più del 2016, per quello che è il primo Paese Ue per danni da frodi Iva.

La riforma

Il Parlamento europeo decide quindi di correre ai riparti, approvando la proposta di riforma. Sistema più chiaro di aliquota d’imposta e semplificazione degli scambi nel mercato unico, soprattutto per le piccole e medie imprese, i principali punti oggetto del voto dell’Aula riunita a Strasburgo. Viene introdotto il concetto di soggetto tassabile certificato (Ctp). Consentendo alle imprese di richiedere alle proprie autorità fiscali nazionali lo status di Ctp, si garantisce solo ai contribuenti certificati, e quindi ritenuti affidabili, l'accesso a procedure amministrative semplificate per l'Iva transfrontaliera.

Aliquote comuni

Si sostiene poi la proposta della Commissione europea sull’aliquota ponderata media, che deve poter eccedere il 12% senza intaccare la possibilità di flessibilità per gli Stati membri nel stabilire le aliquote dell’imposta, che non possono oltrepassare il 25%. Jeppe Kofod (S&D), uno dei relatori del testo approvato dall’Aula, ritiene che con le proposta di riforma “possiamo ridurre il divario dell'Iva di 41 miliardi di euro all'anno”. Un risultato che offre la soluzione a tutti i problemi, ma è certo un inizio. “Attualmente in Europa abbiamo un mosaico di sistemi Iva pieni di scappatoie e buchi”. Servirà ancora molto lavoro.

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