In Italia il supercomputer Ue: sarà tra i 5 più potenti al mondo. Ecco a cosa servirà

La Commissione ha stanziato 8 miliardi per portare l'Europa al passo dei giganti del computing ad alta prestazione. E ha chiesto ai Paesi membri di accelerare sul 5G

Il supercomputer Fugazu in Giappone

L'investimento totale sarà di 8 miliardi di euro, che serviranno per dotare l'Unione europea di 3 supercomputer tra i primi 5 a livello mondiale. Uno dei quali verrà installato in Italia. È quanto ha annunciato la Commissione europea nel presentare il pacchetto di misure e linee guida "Decennio digitale". All'interno del quale trova spazio anche lo sviluppo della rete 5G.

Cosa sono i supercomputer

Ma partiamo dai supercomputer. "Nell'ottobre 2018, abbiamo stanziato 1,5 miliardi di euro per prima impresa comune sui supercomputer ad alte prestazione, ora investiremo 8 miliardi di euro in questa capacita digitale", ha detto la vicepresidente della Commissione, la danese Margrethe Vestager durante la conferenza stampa di presentazione del piano. Come dicevamo, i supercomputer dovrebbero essere 3, uno in Italia e gli altri due in Spagna e Finlandia. 

I supercomputer, spiega Bruxelles, "eseguono calcoli ad alte prestazioni" e sono "in grado di gestire problemi complessi in ambito sanitario, energetico, ingegneristico e della ricerca climatica e in molti altri settori. Presto sarà inoltre possibile costruire computer che combinano il calcolo classico e quello quantistico, in grado di eseguire in parallelo un numero ancora maggiore di operazioni". Ma a cosa servono?

Il calcolo ad alte prestazioni, continua la Commissione,  "sostiene la digitalizzazione dell'industria e l'innovazione nei settori automobilistico, aerospaziale,
manifatturiero, chimico energetico e sanitario". Ed è "fondamentale" per promuovere l'innovazione e i progressi scientifici. "Ad esempio - ricorda Bruxelles - i premi Nobel per la fisica del 2017 sono stati assegnati per la rilevazione delle onde gravitazionali effettuata con l'aiuto dei supercomputer".

Tra le potenziali applicazioni pratiche, ci sono il monitoraggio degli effetti climatici, la ricerca per nuove cure ("ad esempio una possibile cura per il coronavirus", scrive Bruxelles), comprendere meglio i disturbi neurologici, sviluppare nuovi medicinali, ma anche progettare automobili e aeromobili più sicuri e più verdi, o ridurre il tempo di sviluppo e i costi e ottimizzare i processi decisionali nella fabbricazione

La creazione dei supercomputer, spiega sempre la Commissione, sarà accompagnata da alcuna azioni parallele volte a rendere le risorse di supercalcolo e di calcolo quantistico accessibili a tutti gli utenti in tutta Europa, comprese le Pmi, e metterle al servizio della strategia digitale nel suo complesso, dall'analisi dei big data e dall'intelligenza artificiale alle tecnologie cloud e alla cibersicurezza.

Accelerare sul 5G

Il pacchetto "Decennio digitale", però, non si esaurisce con i supercomputer. La prima parte della strategia è incentrata sul tema caldo del 5G, tanto più alla luce delle tensioni geopolitiche che sta comportando tra Cina, Usa ed Europa. Tensioni che hanno di fatto rallentato l'iter di espansione della rete nell'Ue, più di quanto abbiamo fatto il Covid. La commissaria Vestager ha ammesso i ritardi da parte degli Stati membri, "ma propio la crisi attuale", ha ammonito, "ha messo in evidenza l'importanza dell'accesso a Internet ad altissima velocità per le imprese, i servizi pubblici e i cittadini, ma anche la necessità di accelerare il passaggio al 5G. Dobbiamo pertanto cooperare per un rapido dispiegamento della rete senza ulteriori ritardi". "La maggiore connettività - sostiene il commissario al Mercato interno, Thierry Breton - non contribuirà soltanto alla creazione di posti di lavoro, alla promozione della crescita sostenibile e alla modernizzazione dell'economia europea, ma sosterrà anche l'Europa a sviluppare la propria resilienza e raggiungere l'autonomia tecnologica".

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Con "Decennio digitale", la Commissione invita gli Stati membri a cooperare allo sviluppo, entro il 30 marzo 2021, di un approccio comune sotto forma di un pacchetto di strumenti contenente le migliori pratiche, per il tempestivo dispiegamento di reti fisse e mobili ad altissima capacità, comprese le reti 5G. Gli obiettivi fissati dalla Commissione sono tre: "ridurre il costo e aumentare la velocità dell'installazione di reti ad altissima capacità, in particolare eliminando inutili ostacoli amministrativi; fornire un accesso tempestivo allo spettro radio 5G e incoraggiare gli investimenti degli operatori nell'ampliamento delle infrastrutture di rete; instaurare un maggiore coordinamento transfrontaliero per le assegnazioni dello spettro radio a sostegno dei servizi 5G innovativi, in particolare nei settori dell'industria e dei trasporti", conclude Bruxelles. 

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