Mercoledì, 22 Settembre 2021
Lavoro

Italia e Spagna trainano la crescita Ue. Delude la Germania

I due Paesi mediterranei crescono di oltre il 2,5%, mentre Berlino si deve accontentare dell'1,5%. Buone notizie per l'economia tricolore, che ha disperato bisogno di crescere per allontanare le paure sul debito pubblico

Gli esperti di economia e i mercati hanno osservato con stupore i dati sulla crescita nel secondo trimestre del 2021. Dalle cifre concernenti l’eurozona è emersa infatti una sorpresa negativa: la Germania, l’indiscussa locomotiva economica europea, si è fermata a un +1,5%, in affanno rispetto al ritmo di crescita del 2% registrato da tutti e 19 i Paesi che fanno parte della zona euro. Una performance superiore alle aspettative, quella dell'eurozona, dovuta alla rinascita delle economie che hanno subito di più l'impatto del Covid-19.

A trainare la ripresa del blocco è stata infatti l’Italia, con una crescita pari al +2,7% rispetto al trimestre precedente, e la Spagna (+2,8%). L’agenzia di stampa americana Bloomberg ha parlato apertamente di un “boom della riapertura nell’eurozona” che “ha portato la fiducia ai massimi storici”. La performance tedesca stupisce ma non spaventa e viene spiegata coi problemi nella catena di approvvigionamento. “L'unica cosa buona di questi problemi è che prima o poi finiranno”, ha spiegato Carsten Brzeski, economista della banca olandese Ing. “Poiché i libri degli ordini sono pieni e le scorte sono ancora poche, l'attività nell'industria tedesca accelererà”, ha scritto l’esperto in un rapporto.

Il Pil italiano è aumentato del 17,3% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando l’economia tricolore usciva con le ossa rotte dal primo lockdown. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha dichiarato di aspettarsi per quest’anno una crescita superiore al 5%. Mantenendo lo stesso ritmo, il Pil del Belpaese dovrebbe tornare al livello pre-pandemico entro settembre del 2022.

Mantenere i livelli di crescita così alti, più che una speranza, è l’imperativo. L’Italia ha infatti aumentato il suo debito pubblico a quasi il 160% rispetto alla sua ricchezza nazionale. L’espansione risulta dunque l’unica strada per garantire anche la stabilità dei conti ed evitare problemi sui mercati non appena la Bce smetterà di comprare i titoli dei Paesi Ue. 

Buone notizie sono arrivate anche sul tasso di disoccupazione, sceso a giugno al 9,7% rispetto al 10,2% di maggio. Gli economisti avevano invece previsto un aumento al 10,6%.

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