Ultimi per crescita, primi per dividendi nell'Ue: lo strano caso dell'Italia

Nel 2019 le società italiane quotate in borsa hanno staccato nel complesso 16 miliardi ai loro azionisti, l'aumento maggiore registrato tra i Paesi membri. Tra i big tricolore, spicca il gruppo Atlantia dei Benetton. Mentre nel mondo dominano le multinazionali del petrolio

La borsa di New York

Le ultime previsioni della Commissione europea hanno confermato che la crescita economica d'ltalia è la più bassa, e non di poco, dell'Ue. Lo è stato nel 2019, lo sarà quest'anno e molto probabilmente anche il prossimo. In compenso, c'è una classifica in cui il nostro Paese svetta: quella dei dividendi azionari delle imprese quotate in borsa. Secondo l'autorevole Janus Henderson Global Dividend Index, infatti, l'Italia è lo Stato europeo che, insieme ai Paesi Bassi, ha avuto il più alto tasso di crescita dei dividendi elargiti agli azionisti. 

Atlantia, Enel e Terna al top in Italia

A trainare questo boom sono state le società del settore trasporti e dei servizi di pubblica utilità. Nel primo caso, il report del Janus Henderson Global Dividend Index cita Atlantia, il gruppo della famiglia Benetton al centro delle polemiche dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Polemiche che non hanno scalfito gli affari, a quanto pare: grazie all'acquisizione della spagnola Abertis, infatti, Atlantia ha potuto staccare dividendi maggiorati ai suoi azionisti. Tra i servizi di pubblica utilità, invece, il report cita il forte incremento di Enel e Terna. 

Francia resta leader Ue

In linea generale, i dividendi delle società italiane quotate in borsa hanno raggiunto un ammontare di 16 miliardi di dollari nel 2019, contro i 15,3 del 2018. Una crescita che prosegue inarrestabile dal 2015, quando si fermarono a 11,5 miliardi di dollari. In termini assoluti, la Francia è il Paese Ue con il più grande cumulo di dividendi, ben 63,9 miliardi. A seguire la Germania, con 43,8 miliardi, la Spagna con 23,3 e l'Olanda con 19,2. Le nostre aziende si fermano al quinto posto. Posizione tutto sommato non male viste le percentuali di crescita del Pil. 

Il petrolio non conosce crisi

Allargando lo sguardo a livello globale, i timori di una nuova crisi mondiale sembrano lontani, almeno stando ai conti delle grandi multinazionali quotate: nel 2019 i dividendi globali hanno toccato un nuovo record di 1.430 miliardi di dollari, crescendo del 3,5%. Se poi si tengono in considerazione il rafforzamento del dollaro, i dividendi straordinari insolitamente elevati e altri fattori tecnici, il tasso di crescita (definito in gergo 'sottostante') è stato del 5,4%.

In barba alle mosse dell'Unione europea e all'Accordo di Parigi sul clima, poi, a trainare l'aumento globale dei dividendi è stato il settore petrolifero, con un balzo del 10% e ben 141,1 miliardi di bottino distribuito agli azionisti, la quota più elevata dal 2013 a oggi. Trend negativo settore delle telecomunicazioni le distribuzioni sono scese. Tra le singole multinazionali, al top mondiale per dividendi resta la Shell, seguita dalla AT&T e dalla Exxon. Da segnalare l'ingresso nella top10 globale della Rio Tinto, multinazionale anglo-australiana specializzata nella ricerca e nell'estrazione di minerali. 

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