L'Italia più virtuosa della Germania. In quanto a prestiti non riscossi dallo Stato

Secondo l'Eurostat, il nostro governo meno esposto di quello tedesco ai crediti deteriorati e alle passività. Ma mancano i dati regionali

Sorpresa: il governo italiano è più solido di quello tedesco. Almeno per quel che riguarda i crediti deteriorati, ossia quei prestiti erogati che si fa fatica a riscuotere (o che sono impossibili da recuperare). Le casse pubbliche tricolori risultano infatti meno esposte di quelle tedesche.

I dati Eurostat diffusi oggi mostrano per una volta un modello veramente virtuoso: la quota italiana di crediti in sofferenza in rapporto al Pil è pari allo 0%. Non c’è nessuna esposizione a rischi, insomma, mentre in Germania qualcosa si potrebbe rischiare, visto che il valore non è lo zero assoluto. La quota di debiti deteriorati è pari allo 0,1% del prodotto interno lordo.

Una bella soddisfazione, dunque, di fronte a chi chiede sostenibilità delle finanze pubbliche. Attenti però a festeggiare, perché per l’Italia “non sono disponibili” i dati relativi ai governi locali, fa notare l’istituto di statistica europeo in una nota al documento diffuso. 

A livello comunitario resta la Slovenia lo Stato membro con il più alto livello di crediti deteriorati nel settore pubblico, pari al 4% del Pil. Dietro seguono Portogallo (1,3%) e Cechia (1,1%). Il dato ceco, sottolinea l’istituto di statistica europeo, si riferisce principalmente ai prestiti delle banche di sviluppo nazionali classificati nelle amministrazioni pubbliche e ai prestiti intergovernativi.

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L'Italia brilla anche sul fronte delle passività addebitate ad entità controllate dal governo, che pesano per il 55,6% del Pil. Il Paese europeo più esposto la Grecia (119,6%), seguita da Olanda (102,7%), Germania (91,7%) e Lussemburgo (82,5%). 

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