Stretta Ue sugli investimenti esteri, ma l'Italia dice no. Pd: "Servi di Russia e Cina"

La Commissione potrà proteggere gli asset strategici dai capitali stranieri. Il nostro Paese l'unico ad astenersi insieme al Regno Unito. E i dem attaccano

L'Ue avrà presto nuove regole per esaminare gli investimenti diretti effettuati sul suo territorio da Paesi terzi, sulla base della sicurezza e dell'ordine pubblico. Il Consiglio Ue ha adottato oggi un regolamento che stabilisce un quadro per l'esame degli investimenti diretti esteri (Ide in gergo) nell'Ue: è la prima volta che l'Ue si dota di uno strumento simile, mentre i suoi maggiori partner commerciali hanno già leggi di questo genere.

Per il Consiglio, "l'Ue è e rimarrà uno dei luoghi più aperti del mondo in cui investire", ma le nuove regole faranno sì che l'apertura venga accompagnata da una "protezione dei nostri asset strategici", soprattutto contro colossi come ad esempio la Cina. Negli ultimi 20 anni gli investimenti dall colosso asiatico sono aumentati di sei volte, quelli dal Brasile di dieci volte, mentre quelli provenienti dalla Russia sono più che raddoppiati. C’è il timore che attraverso flussi incontrollati di capitali e operazioni poco chiare si rischia di consegnare i gioielli di famiglia alle economie concorrenti. Il provvedimento è stato appoggiato praticamente da tutti i paesi membri tranne due: Il Regno Unito ormai in procinto di dire addio all'Ue, e l'Italia.

Lega e Movimento Cinque Stelle sono scettici rispetto alle nuove regole e anche al Parlamento europeo si erano opposti innescando le critiche del Pd. Nicola Danti ha definito “vergognosa” l'astensione di Roma. “Lega e 5 Stelle, sempre più servi della Russia e della Cina, hanno messo nero su bianco che vogliono svendere l’Italia al miglior offerente”, è stata l'accusa dell'eurodeputato del Pd.

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