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Educatori e insegnanti di sostegno: Italia ultima in Europa

Lo rivela l'Eurostat: la quota di lavoratori per l'infanzia nel nostro Paese è dello 0,2% sul totale degli occupati. La media Ue è dell'1%, con picchi in Danimarca (3,2%) e Francia (2,3%)

L'Italia è il Paese Ue con la più bassa quota di educatori per l'infanzia e insegnanti di sostegno. E' quanto emerge da un'analisi dell'Eurostat

"L'infanzia - scrive l'istituto europeo di statistica - è la fase in cui l'istruzione può influenzare più efficacemente lo sviluppo dei bambini. Gli assistenti per l'infanzia e gli insegnanti di sostegno sono professioni chiave nello sviluppo dei bambini poiché forniscono assistenza e supervisione nelle scuole, nelle case residenziali e nelle strutture per l'infanzia". 

Nel 2019, nei 27 Paesi dell'Ue, c'erano quasi 2 milioni di lavoratori impiegati con queste mansioni, l'1% del totale dei lavoratori europei. Tra gli Stati membri, la quota più alta spetta alla Danimarca con  il 3,2%, seguita da Francia (2,4%), Svezia (2,3 %), Portogallo e Finlandia (entrambi 2,2%) nonché Irlanda e Malta (entrambi al 2,1%).
 
Al contrario, 16 dei 27 Stati membri hanno registrato una quota al di sotto della media Ue. La quota più bassa è stata dello 0,2%, registrata in Italia, seguita da vicino da Romania (0,3%), Germania e Grecia (entrambe 0,4%), Cechia e Polonia (entrambe 0,5%).
 

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