Domenica, 25 Luglio 2021
Lavoro

Dopo le proteste di Spotify l'Ue apre doppia inchiesta su Apple: falsa la concorrenza

La celebre applicazione per ascoltare musica ha denunciato degli aumenti di prezzo sugli iPhone che scoraggiano gli utenti a favore dell'app di Cupertino, che però parla di "lamentele infondate"

Foto Ansa EPA/DIEGO AZUBEL

Apple è finita nel mirino dell'Antitrust europea che ha aperto ben due inchieste sulla Apple, per vederci chiaro nei comportamenti dell'azienda su due attività chiave: i negozi digitali dell’App Store e il sistema di pagamenti Apple Pay.

Le App musicali

La prima indagine riguarda in particolare l'uso obbligatorio sull'Apple Store, che solo lo scorso anno ha mosso 519 miliardi di dollari in pagamenti e vendite a livello mondiale, del sistema proprietario dell'azienda per acquistare le applicazioni e le restrizioni alla possibilità per gli sviluppatori di informare gli utenti di iPhone e iPad dell'esistenza di possibilità di acquisto più economiche nel web. All'origine della mossa della Commissione ci sono due segnalazioni distinte, una da parte di Spotify e l'altra da parte del distributore di e-book e audiobook, Kobo, che si sono lamentati per la mancanza di concorrenza nei due settori, quello della musica in streaming e quello dei libri elettronici.

L'accusa

Lo scorso anno Spotify aveva accusato il gigante dell'informatica che fu di Steve Jobs di esigere un 30 percento sulle quote degli abbonamenti che rendevano questo tipo di iscrizione svantaggioso nei confronti di Apple Musice più recentemente un'accusa simile è stata mossa da Kobo. "Sembra che Apple abbia assunto un ruolo di 'guardiano' quando si tratta della distribuzione di app e di contenuti agli utenti dei suoi terminali. Dobbiamo far sì che le regole di Apple non distorcano la concorrenza in mercati in cui la casa di Cupertino compete con altri sviluppatori”, ha lamentati la responsabile dell'Antitrust Ue, la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager.

Apple Pay

Per quanto riguarda Apple Pay, il sospetto è che l'azienda utilizzi un accorgimento tecnico per tagliare fuori i concorrenti. Nei telefoni e nei tablet Apple infatti il chip NFC, quello che permette i pagamenti contactless, funziona bene solo con il servizio pay sviluppato dal gruppo.

"Lamentele infondate"

"È deludente che la Commissione Europea dia seguito a lamentele infondate da parte di una manciata di aziende che vogliono semplicemente 'fare un giro gratis', e non vogliono giocare secondo le stesse regole di tutti gli altri", ha affermato il gigante informatico con una nota in cui ha assicurato di voler mantenere un ambiente di mercato in cui "chiunque abbia una grande idea e determinazione possa avere successo". Apple rivendica di aver sviluppato l'App Store "con due obiettivi in mente: che sia un luogo sicuro e affidabile dove i clienti possono scoprire e scaricare le app, e che sia una grande opportunità di business per imprenditori e sviluppatori”, e per quanto riguarda Apple Pay ha detto che la sua finalità è di offrire “la migliore esperienza per i clienti, rispettando al contempo gli standard leader del settore in materia di privacy e sicurezza".

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