Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

"Incentivi per assunzioni, start-up e formazione siano nei Recovery plan", le raccomandazioni 'sociali' dell'Ue

Il vicepresidente della Commissione Dombrovskis: "Serve un passaggio graduale dalle politiche di emergenza a quelle per la ripresa, che Bruxelles sosterrà attraverso le fonti di finanziamento che mette a disposizione"

Maggiori incentivi per le assunzioni, sostegno alle start-up e alla formazione. Queste sono alcune delle indicazioni del piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali che la Commissione ha dato agli Stati membri che stanno preparando i loro piani per la ripresa dalla crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus. Queste disposizioni rientrano nel piano di Bruxelles che promette di voler creare un'Europa sociale forte che concentri la propria attenzione su occupazione e competenze per il futuro e apra la strada a una ripresa socioeconomica equa, inclusiva e resiliente. Secondo la Commissione “il piano d'azione delinea azioni concrete nell'ambito di uno sforzo comune degli Stati membri e dell'Ue, con il coinvolgimento attivo delle parti sociali e della società civile”.

L’opportunità e la ripresa dal Covid-19

A detta della Commissione, questo nuovo percorso permetterà all'Unione di aggiornare il proprio corpus di norme sociali, affrontando nel contempo le trasformazioni indotte dai nuovi sviluppi a livello sociale, tecnologico ed economico e dalle conseguenze socioeconomiche della pandemia. Per questo Bruxelles ha presentato anche la sua raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all'occupazione (Ease) in seguito alla crisi Covid-19, tramite la quale dovrebbe fornire agli Stati membri “orientamenti concreti” sulle misure strategiche per passare gradualmente dalle misure di emergenza adottate per mantenere i posti di lavoro durante la crisi in corso alle nuove misure necessarie per una ripresa che sia fonte di occupazione. Questa raccomandazione promuove la creazione di posti di lavoro e le transizioni professionali dai settori in declino a quelli in espansione, in particolare i settori verde e digitale. Tali nuove misure dovrebbero prevedere tre elementi: incentivi all'assunzione e sostegno all'imprenditorialità; opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione; maggiore sostegno da parte dei servizi per l'impiego. La Commissione ha rassicurato che “i fondi Ue saranno disponibili per aiutare gli Stati membri a finanziare le loro misure Ease”. Da Bruxelles, nel 2020, erano già arrivate proposte relative al sostegno all'occupazione giovanile e a salari minimi adeguati. Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone, ha sostenuto che la ripresa economica “deve essere inclusiva, equa e fonte di occupazione". "È nostra intenzione sottolineare, con questa iniziativa, l'importanza per i nostri mercati del lavoro di un passaggio graduale dalle politiche di emergenza a quelle per la ripresa, che l'Ue sosterrà attraverso le fonti di finanziamento che mette a disposizione”, ha detto.

Gli obiettivi Ue entro il 2030

Il nuovo piano d'azione messo in campo dalla Commissione definisce tre obiettivi principali per l’Unione, da conseguire entro il 2030. In particolare, che almeno il 78 % della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro; che almeno il 60 % di tutti gli adulti partecipi ogni anno ad attività di formazione; che il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni. Tali obiettivi dovranno inoltre consentire alla Commissione di monitorare, nell'ambito del semestre europeo, i progressi compiuti dagli Stati membri.

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