Basta imprese che spostano la sede centrale all'estero per eludere il fisco

L'Ue ha approvato una direttiva che facilita fusioni e scissioni transfrontaliere, che dovrebbe scoraggiare gli abusi e tutelare gli interessi dei lavoratori ma non evitare casi come l'Embraco

Foto archivio Ansa - Alessandro Di Marco

Spostare un'azienda in un altro Paese membro sarà presto più semplice nell'Unione europea, ma non quando la trasformazione, fusione o scissione trasfrontaliera è soltanto un trucco per evadere il fisco dello Stato in cui si opera.

Più mercato unico

Il Consiglio Ue ha adottato una direttiva che punta ad eliminare gli ostacoli ingiustificati alla libertà di stabilimento delle imprese nel mercato unico prevedendo allo stesso tempo, promette Bruxelles, garanzie adeguate che scoraggiano gli abusi e tutelano i legittimi interessi dei lavoratori, degli azionisti di minoranza e dei creditori. “Queste nuove norme consentono alle società dell'Ue di sfruttare al meglio il mercato unico in modo che rimangano competitive a livello mondiale. Al tempo stesso, la direttiva prevede garanzie adeguate che scoraggiano gli abusi e tutelano i legittimi interessi dei lavoratori, degli azionisti di minoranza e dei creditori”, ha promesso Anna-Maja Henriksson, ministra della Giustizia della Finlandia, Paese con la presidenza di turno dell'Ue.

Evitare abusi

Le semplificazioni previste renderanno più rapida la procedura per trasformazioni, fusioni e scissioni con la rinuncia alla presentazione delle relazioni per i soci e i lavoratori nel caso in cui gli azionisti siano d'accordo o la società o una delle sue controllate non abbiano dipendenti. Per evitare abusi la direttiva stabilisce procedure per verificare la legalità delle operazioni transfrontaliere rispetto alla legislazione nazionale e introduce una procedura di controllo obbligatoria che consentirà alle autorità nazionali di bloccare un'operazione transfrontaliera quando è condotta a fini scorretti o fraudolenti, ossia quando mira all'evasione o all'elusione del diritto nazionale o della Ue, o a fini criminali.

Diritti dei lavoratori

Anche se non vengono contrastate le delocalizzazioni produttive in quanto tali, come quella per esempio dell'Embraco dall'Italia alla Slovacchia, si prevedono norme simili sui diritti di partecipazione dei lavoratori alle trasformazioni, alle fusioni e alle scissioni transfrontaliere. I dipendenti dovranno essere 'adeguatamente' informati e consultati riguardo all'impatto previsto dell'operazione. I diritti degli azionisti di minoranza e senza diritto di voto godranno poi di una maggiore tutela. Allo stesso tempo, ai creditori della società interessata sono concesse garanzie più chiare e più affidabili. Infine, la direttiva incoraggia l'uso di strumenti digitali in tutta l'operazione transfrontaliera.

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Procedure online

Sarà possibile espletare online le formalità, come il rilascio del certificato preliminare all'operazione. Tutte le informazioni saranno scambiate attraverso i registri delle società interconnessi esistenti in formato digitale. Secondo la Commissione, nella Ue ci sono circa 24 milioni di società, di cui approssimativamente l'80% è rappresentato da società di capitali. Di queste, circa il 98-99% sono piccole e medie imprese. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale Ue. Gli Stati membri disporranno quindi di 36 mesi per adottare le misure necessarie alla sua attuazione.

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