Sabato, 24 Luglio 2021
Lavoro

Prezzi più alti grazie al geoblocking, multa Ue da 40 milioni a Guess

Dopo un'indagine di un anno, l'Antritrust di Bruxelles ha accertato la violazione delle regole sulla concorrenza da parte della nota azienda di abbigliamento

Imponeva restrizioni alla pubblicità online e alla vendita trasfrontaliera in altri Stati membri attraverso il geoblocking in violazione delle regole europee sulla concorrenza. Con questa accusa, la Commissione europea ha inflitto una multa da quasi 40 milioni di euro a Guess, uno dei giganti dell'abbigliamento. 

Nel 2017, l'Antitrust Ue aveva aperto un'inchiesta sugli accordi di distribuzione e le pratiche imposte da Guess a commercianti e distributori, contestando gli obblighi sulla pubblicità online, i limiti territoriali di vendita e le imposizioni sui prezzi al dettaglio. Dall'inchiesta è emerso che, grazie a questi accordi, i prezzi al dettaglio dei prodotti Guess nei paesi dell'Europa centrale e orientale (Bulgaria, Croazia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia e Slovenia) erano in media dal 5% a 10% più alti che in Europa occidentale.

"Con questi accordi di distribuzione, Guess ha tentato di impedire ai consumatori dell'Ue di fare i loro acquisti in altri Stati membri", ha spiegato la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager. L'ammenda, pari a 39.821.000 euro, è stata ridotta del 50% dopo che Guess ha deciso di collaborare con la Commissione. 

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