Germania, doppio schiaffo dall’Ue: bocciati i piani su "Railbus" e rame

L'Antitrust comunitario respinge due proposte di fusione care a Berlino, a partire da quella tra Siemems e Almstom per creare il gigante europeo dei treni

La Commissione europea assesta due colpi alla Germania, bocciando la proposta di creazione del grande gruppo di trasporto ferroviario Siemens-Alstom e quella per l’hub del rame dietro la proposta di Wieland di rilevare completamente Aurubis attraverso un acquisto della società e il pacchetto azionario detenuto di Schwermetall.

In entrambi i casi a non convincere sono i rimedi proposti per garantire il corretto funzionamento del mercato. Non vengono assicurati adeguata concorrenza e tutela dei consumatori in termini di prezzi finali. Si verrebbero a creare, in sostanza, gruppi di fatto monopolisti in grado di influenzare domanda, offerta e listini. Qualcosa che non piace alla responsabile dell’Antitrust comunitario, Margrethe Vestager. “Essere grandi non è un problema, ma il mercato è fatto da imprese e consumatori, che vanno tutelati”.

Il primo dei due stop riguarda la proposta di fusione Siemens-Alstom. I tedeschi avevano messo nel mirino il gruppo francesi, e da giorni circolavano indiscrezioni circa una bocciatura. Per Vestager inevitabile, visto che “non rimarrebbe alcuna concorrenza” nel settore dei sistemi di segnalazione, mentre verrebbe ridotto il numero di fornitori di materiale rotabile ad altissima velocità “rimuovendo uno dei due maggiori produttori” di questo tipo di treni. “La decisione di oggi dimostra che abbiamo due campioni del settore trasporti invece di uno”, commenta Vestager, ricordando che “spetta alle parti presentare rimedi”.

Rischi di concentrazione eccessiva sono stati visti invece nell’operazione che Wieland aveva notificato per acquisire Aurubis e le quote di Aurubis detenute da Schwermetall. Una situazione di questo tipo vorrebbe dire per Wieland detenre più del 50% delle quote di mercato della produzione di prodotti in rame, riducendo “significativamente” i margini di attività per i concorrenti.

Queste due operazioni non si possono fare, dunque. “Non è una decisione politica”, dice Vestager. “Ci basiamo sui fatti”. E i fatti parlano di una batosta per il sistema tedesco.

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