Imprese tedesche a corto di lavoratori, e il governo vuole più immigrati

Per il 56% delle aziende il rischio principale è la mancanza di forza lavoro, Berlino discute la semplificazione del reclutamento di stranieri

Merkel con il ministro del Lavori heil - fiti Ansa EPA/HAYOUNG JEON

Il principale fattore di rischio per gli affari in Germania? La mancanza di manodopera qualificata. A pensarla così è ben il 56% delle imprese tedesche secondo quanto emerge da un sondaggio del DIHK (Industria tedesca e Camere di commercio).

Il vertice

E il tema è al centro di un importante vertice a Berlino, dove in cancelleria si incontrano il governo di Angela Merkel, i Laender e importanti rappresentanti dell'economia e del sindacato. L'obiettivo è mettere a punto una legge sull'immigrazione della forza lavoro in Germania, che entrerà in vigore il 1 marzo del 2020 e che dovrà agevolare anche l'ingresso di cittadini non europei nel Paese. Il ministro del Lavoro tedesco, Hubertus Heil, ha auspicato lo sviluppo di una strategia per il reclutamento di manodopera qualificata in Germania al fine di colmare le lacune che da tempo il paese presenta.

Meno burocrazia

A tal fine, durante un'intervista all'emittente radiofonica "Ard", Heil ha affermato che "lo Stato deve rimuovere gli ostacoli burocratici", semplificando l'assunzione di lavoratori specializzati in Germania. Tuttavia, ha aggiunto il ministro, sono le imprese che devono comunicare al governo federale "in quali Paesi intendo assumere lavoratori qualificati e per quali settori. Soltanto allora l'esecutivo potrà sostenere le aziende semplificando la burocrazia".

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No immigrazione incontrollata

Parlando della nuova legge, che entrerà in vigore il primo marzo del 2020, Heil ha difeso il provvedimento dai possibili timori della popolazione tedesca. In particolare, il ministro del Lavoro ha dichiarato: "Non si tratta di immigrazione incontrollata, ma di persone qualificate di cui abbiamo bisogno affinché il nostro paese possa rimanere economicamente forte in futuro".

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