Lunedì, 27 Settembre 2021
Lavoro

Viaggi senza restrizioni tra Olanda, Germania e Belgio: l'idea di Amsterdam contro i ritardi del pass Covid Ue

Il passaporto proposto da Bruxelles potrebbe diventare pienamente operativo a estate inoltrata. E così il governo olandese sta valutando la proposta di una "bolla" con i Paesi vicini per far muovere i turisti senza obblighi di quarantena

Che si attivi il passaporto Covid europeo o meno, Paesi Bassi, Belgio e Germania, potrebbero quest'estate creare una “bolla” per permettere ai loro cittadini di viaggiare liberamente tra le tre nazioni senza doversi sottoporre ad alcuna restrizione. È l'ipotesi a cui sta lavorando, secondo quanto riporta la tv pubblica del Paese, Bnnrvara, il governo di Amsterdam che in vista della stagione turistica vorrebbe garantire l’arrivo di visitatori almeno dalle due nazioni confinanti senza necessità di test o, peggio, di quarantena.

La bolla come i corridoi

Questa idea è sostenuta dalle aziende del settore e Jos Vranken, direttore dell’ufficio del turismo olandese (NBTC Holland Marketing), ne discuterà con il ministro degli Affari economici. Sempre secondo quato riporta la tv anche Frank Oostdam, dell’Anvr, l'Associazione olandese degli agenti di viaggio, si è detto favorevole all’idea ma solo a patto che non ostacoli lo sviluppo del passaporto digitale per permettere, si spera, la ripresa normale dei viaggi in Europa, Italia compresa.

La proposta sul tavolo ad Amsterdam ricorda il corridoio turistico a cui avevano lavorato l'estate scorsa i governi di Austria, Ungheria, Repubblica ceca e Croazia, per attrarre i turisti, in particolare quelli della Germania. Una soluzione che non era piaciuta al settore turistico italiano, in particolare quello del Nord Est, e che aveva provocato tensioni diplomatiche in sede Ue. Se il progetto della "bolla" dovesse concretizzarsi, probabilmente le polemiche non mancheranno. 

I dubbi sul pass Ue

Come ha sottolineato di recente il premier olandese Mark Rutte, il problema del passaporto Covid europeo riguarda i tempi di attuazione: secondo Rutte, anche se l'ok definitivo dovesse arrivare a metà giugno, ci vorranno ancora 6 settimane per metterlo in pratica. Il che significa che sarebbe pienamente operativo a stagione turistica più che inoltrata. Anche il cancelliere austriaco Sabastian Kurz ha attaccato la lentezza dell'adozione del pass: "L'Ue non vuole attuare il Green pass vaccinale prima dell'inizio dell'estate e questo per l'Austria è troppo tardi, sono termini non ideali considerando che il turismo dovrebbe essere iniziato già da tempo", ha detto. 

Parole, quelle di Kurz, che sembrano presagire iniziative bilaterali da parte di Vienna, come quella che intentò l'estate scorsa. La differenza rispetto all'estate 2020 è che stavolta Kurz non è il solo a mostrare impazienza. Oltre alla già citata Olanda, anche Grecia e Spagna stanno stringendo accordi bilaterali o portando avanti iniziative come le isole "Covid free" pur di intercettare i flussi turistici. Uno dei "bacini" di turisti più importanti (almeno all'interno dell'Ue) è senza dubbio la Germania.

I turisti tedeschi

Berlino, per il momento, ha deciso che i viaggiatori completamente vaccinati oppure guariti dal Covid possono rientrare senza presentare un tampone negativo e/o sottoporsi a quarantena. Tali disposizioni non valgono per chi entra in Germania da Paesi dove sono diffuse la varianti del Covid-19. Per chi proviene da aree a rischio, la quarantena potrà però essere evitata presentando una prova di negatività al contagio. A tal fine, sono ammessi test rapidi effettuati non oltre 48 ore prima dell'arrivo in Germania o Pcr che non abbiano più di 72 ore.

Finora chi si era trattenuto negli ultimi giorni prima del rientro in una zona ad alta presenza di varianti del coronavirus doveva sottoporsi ad un test anti-Covid nonché ad una quarantena di due settimane anche se era completamente vaccinato o guarito. In Germania vale la cosiddetta "strategia dei due tamponi": chi viene da zone a rischio doveva sottoporsi al più tardi 48 ore prima del rientro in patria oppure "immediatamente dopo il rientro", a cui seguiva comunque una quarantena di 10 giorni, che poteva essere ridotta a 5 giorni se si presenta un ulteriore tampone negativo.

In generale, tra i Paesi che negli ultimi giorni sono stati dichiarati "non a rischio" per i turisti tedeschi, e che pertanto non prevedono l'obbligo di quarantena al rientro figurano il Regno Unito così come le Isole Vergini e le Falkland, ma anche ampie zone della Finlandia (compresa l'area di Helsinki). Alla lista appartengono anche Malta, alcune province della Norvegia, l'Albania, ampie zone del Portogallo ivi compresa l'Algarve e l'Islanda. Sono invece classificate come zone a rischio per le varianti del coronavirus tra gli altri il Brasile, l'India ed il Sudafrica, mentre sono ancora considerate aree ad alta incidenza tra gli altri l'Egitto, l'Argentina, la Francia, le Maldive, i Paesi Bassi. Tra le nazioni ancora classificate, secondo il Robert Koch Institut, come "semplici" zone a rischio figurano tra gli altri gli Stati Uniti, il Belgio, la Danimarca, la Grecia, l'Italia, Cuba, l'Austria e molte regioni della Spagna tra cui l'Andalusia, le Canarie, Madrid, i Paesi Baschi, la Navarra.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Viaggi senza restrizioni tra Olanda, Germania e Belgio: l'idea di Amsterdam contro i ritardi del pass Covid Ue

Today è in caricamento